martedì 16 giugno 2015

Calcolo Anatocismo

Oramai è divenuta di attualità la questione dell’anatocismo bancario e in particolare quella del calcolo dell’anatocismo. Spesso i clienti della banca, soprattutto quando si trovano in difficoltà o hanno ricevuto un decreto ingiuntivo da parte della banca, vanno alla ricerca di chi sia in grado di effettuare un calcolo dell’anatocismo, ovviamente da utilizzare per evitare il pagamento.
Una rapida ricerca in internet mostra come su tale questione del calcolo dell'anatocismo si diffondono le proposte di diversi soggetti, oramai anche organizzati in forma societaria. Le proposte sono le più differenziate e talvolta addirittura gratuite. Ma come valutarle e assicurarsi che il calcolo dell’anatocismo sia corretto?

Come effettuare il calcolo dell’anatocismo in modo corretto?



La domanda è volutamente posta in modo erroneo.
La questione, infatti, non è tanto se il calcolo sia corretto o meno, ma se si fondi su indicazioni corrette. Il calcolo dell'anatocismo di per sé è la mera rielaborazione contabile delle movimentazioni bancarie: l’aspetto determinante, invece, è decidere cosa vada inserito nel calcolo e cosa vada eliminato e quali criteri di calcolo dell'anatocismo utilizzare.
Il che viene spesso trascurato dal cliente della banca, il quale si può trovare a far eseguire il calcolo dell'anatocismo con una documentazione parziale o senza offrire i criteri da utilizzare. La conseguenza è quella che si trova con un calcolo non utile, perché fondato su dati non corretti, o addirittura fuorvianti, perché in ipotesi tali da spingere ad assumere decisioni che poi si rivelano infondate: come proporre una domanda in giudizio che poi non porti all’utilità sperata o che venga addirittura rigettata.
Come è possibile rilevare da un esame dei vari post presenti nel blog sul tema dell'Anatocismo Bancario, le questioni giuridiche che si possono porre su tale tematica sono le più diverse: vi è un contratto che contenga la pattuizione dei tassi o degli altri oneri? La pattuizione è valida? Vi sono state aperture di credito in corso di rapporto? Per il calcolo dell'anatocismo vi sono a disposizione gli estratti conto o vi sono solo gli scalari? Tali estratti sono completi o è necessario valutare se occorra azzerare il conto a una certa epoca? Vi è usura negli interessi applicati? A tal fine quali oneri occorre considerare nella valutazione del tasso soglia?
Si tratta solo di alcune questioni che rilevano nella decisione di quali parametri utilizzare nel calcolo dell’anatocismo bancario.
Quando un cliente mi chiede se vi è margine per agire in giudizio per contestare l'anatocismo, la prima risposta che fornisco è quella per la quale anzitutto è necessario procurarsi tutto ciò che ha il cliente e tutto ciò che ha la banca, formulando una richiesta di documentazione. Solo in tal modo si può sapere quel che c’è e, quindi, impostare la valutazione del calcolo dell’anatocismo in termini corretti.
Un esempio per tutti. Spesso, quando difendo le banche, trovo un calcolo dell'anatocismo fondato sui soli estratti scalari: talvolta la giurisprudenza ha affermato che non sono idonei a fornire la prova che grava sul correntista, con la conseguenza che la sua domanda deve essere respinta. Mi chiedo, vale la pena effettuare un calcolo dell'anatocismo sui soli estratti scalari?


Ma serve sempre tale Calcolo dell'Anatocismo Bancario?



Peraltro, neppure è detto che il calcolo dell'anatocismo sia necessario. Se la banca ha notificato un decreto ingiuntivo e occorre formulare opposizione all'ingiunzione, questa potrebbe anche essere proposta senza appunto un previo calcolo dell'anatocismo, limitandosi a contestare le varie carenze presenti nel rapporto.
Certamente un calcolo dell’anatocismo potrebbe essere utile per evitare che il giudice alla prima udienza conceda la provvisoria esecutorietà al decreto ingiuntivo oppure per fondare la richiesta di sospensione dell’esecutività già concessa: ma si tratta di un’opportunità e non di una necessità e, comunque, di una questione da valutare nel caso concreto con il proprio legale.
Il fatto è che, anche senza un calcolo dell'anatocismo di parte, nel giudizio il giudice potrà disporre una perizia d’ufficio che proceda a tale calcolo sulla base delle contestazioni sollevate.


Come Scegliere a chi rivolgersi per il Calcolo dell’Anatocismo Bancario?



Ovviamente ognuno per il calcolo dell'anatocismo deve rivolgersi a un soggetto di cui si fida. Certamente può essere al riguardo utile una collaborazione tra consulente tecnico e legale, per cui potrebbe essere proprio il difensore a suggerire un tecnico contabile al quale rivolgersi: infatti, il calcolo dell'anatocismo bancario è un’attività che generalmente viene svolta da commercialisti o società specializzate. Io stesso collaboro con commercialisti e società specializzate per il calcolo dell'anatocismo. 
L’aspetto rilevante e da tener presente è che il calcolo dell’anatocismo dovrebbe partire dall’acquisizione di tutta la documentazione disponibile e da una preventiva valutazione legale circa i criteri da utilizzare nel calcolo stesso. Quindi il previo parere di un avvocato può essere essenziale sia per impostare correttamente il calcolo e sia per sapere, prima di affidare l'incarico per il calcolo, se vi siano prospettive positive di successo della causa che giustifichino la spesa del conteggio.
Solo poi è possibile rielaborare le movimentazioni del conto (ed eseguire il calcolo) in modo adeguato, vale a dire sapendo che è una spesa utile perché la causa ha margini di successo e utilizzando dei documenti probanti e con criteri che forniscano dati attendibili: tali anzitutto da guidare nella scelta di cosa fare, perché le cause hanno oneri e non sempre conviene procedere; tali inoltre da essere poi utilizzabili in giudizio, perché si tratta di dati che verosimilmente saranno confermati da una consulenza d’ufficio o dal giudice.
Quindi, la risposta è: per il calcolo dell'anatocismo scegliete pure la società o il commercialista di cui vi fidate, magari in accordo con il vostro legale.
Chiedete però previamente un parere legale o chiede comunque al vostro legale a quale commercialista o società specializzata rivolgervi per il calcolo dell'anatocismo: il parere legale costerà verosimilmente molto meno del calcolo dell'anatocismo; vi permetterà di sapere appunto se sia conveniente la spesa per il calcolo dell'anatocismo perché la futura causa ha margini di successo; magari tale legale vi indirizzerà verso un società specializzata o un consulente che reputa capace per tale calcolo; e, soprattutto, si assicurerà che abbia i documenti necessari e gli fornirà indicazioni su quali criteri giuridici utilizzare per rielaborare le movimentazioni contabili ed effettuare appunto il calcolo dell'anatocismo. Come rilevato, un calcolo eseguito in assenza di documenti o con criteri errati può causare danni, come quello di avventurarsi in una causa che era meglio evitare.
di Marco Ticozzi
Studio legale Avvocati Venezia e Treviso




Rinviamo a tutti gli altri post in tema di Anatocismo Bancario.


E in particolare ad alcuni Post Correlati:
Usura Bancaria
Usura Sopravvenuta
Anatocismo Bancario
Anatocismo Bancario e Prescrizione

2 commenti :

  1. Da "tecnico" noto che nell'articolo, o nella sentenza di riferimento che non ho esaminato, ci sia un incongruenza di base.
    Il metodo sintetico per stimare l'anatocismo si basa sul tasso medio applicato nel periodo(trimestre), considerando il totale dei numeri debitori del trimestre, e porta ad un risultato che è una stima.
    Se si ha a disposizione il riassunto scalare, ovvero il saldo totale dei numeri raggruppati per i giorni in cui il saldo era identico ed il tasso da applicare pure, si arriva matematicamente a conoscere il saldo di fine giornata e il relativo tasso applicato in quella giornata.
    Queste informazioni, ovvero i saldi di fine giornata ed i tassi che sono applicato (quelli che dovrebbero essere convenuti), permettono il calcolo dell'anatocismo in maniera matematicamente univoca. Non servono i singoli movimenti. Dai singoli movimenti possiamo ricostruire il riassunto scalare come documentato dalla banca e verificare che la banca non abbia fatto errori nel documento quale estratto scalare. Dai singoli movimenti nell’astratto conto possiamo invece controllare le valute od eliminare l'effetto delle stesse, se opportuno, valutare eventuali commissioni o costi non presenti nel riepilogo competenze, e quindi ricostruire uno scalare differente, ma se prendiamo come corretto il riassunto scalare banca e non lo contestiamo, su quello si può andare a ripulire un rapporto dall'effetto degli interessi anatocistici in maniera matematica ed univoca. Come prova del 9, basta vedere che la banca calcola gli interessi debitori e creditori, non direttamente dai movimenti, ma passando prima dallo scalare e poi raggruppando i numeri per le variazioni di tasso nel periodo ( passaggio che trova la sua documentazione nella parte degli estratti banca sotto la voce Elementi per il Conteggio delle competenze.
    S.E.O.
    Daniele Bruschi

    RispondiElimina
  2. La ringrazio dell'intervento sul tema del calcolo dell'anatocismo.
    Ho dedicato post specifici al tema del metodo sintetico, del quale da giurista ignoro in parte gli aspetti tecnici.
    Sempre sulla questione del calcolo dell'anatocismo, ho però recentemente seguito una tesi, essendo relatore con me anche un collega che insegna matematica finanziaria. La tesi ha esaminato una CTU che doveva effettuar il calcolo dell'anatocismo e che era basata in alcuni periodi sui soli scalari e in altri sugli estratti conto.
    Per i periodi in cui c'erano gli estratti il laureando ha eseguito il calcolo dell'anatocismo, non solo come il CTU sulla base degli estratti conto, ma anche con gli scalari che li accompagnavano per verificare se vi fossero differenze tra i due metodi: e le differenze sono state anche nell'ordine del 20%, talvolta a favore della banca e in altre occasioni del cliente.
    Trascrivo le conclusioni della tesi:
    "In seguito alle considerazioni precedentemente esposte, posso affermare che il metodo sintetico, che si basa solamente sugli estratti scalari, è matematicamente corretto, ma porta ad un risultato corretto solo se vengono utilizzati tutta una serie di dati che però lo scalare non fornisce, in quanto la banca trasmette quei dati fondamentali con comunicazioni separate che il più delle volte non vengono archiviate dai correntisti. Con i dati a disposizione infatti il Ctu utilizza il criterio del tasso medio che è il più ragionevole possibile vista la carenza di dati. Può essere utile per dare un’evidenza della presenza o meno di costi imputati erroneamente ma non può bastare come prova per il giudice per chiedere la restituzione di una somma in quanto non viene dimostrata puntualmente né la natura né l’ammontare. Quindi, per non avere dubbi sulla valenza dei calcoli, bisogna avere a disposizione tutti gli estratti conto analitici del periodo in esame".
    Il laureando fa numerosi esempi: la banca nello stesso giorno potrebbe applicare un tasso su una parte dell'importo e un tasso su un'altra, come nel caso in cui la movimentazione crei uno scoperto e la conseguente applicazione di un differente tasso di interesse. Il tasso medio in un caso come questo creerebbe un'approssimazione.
    Ripeto però che si tratta di questioni che non competono a un giurista. Cercherò, per stimolare ulteriormente il dibattito, di fare un nuovo post sul tema riportando alcuni passaggi della tesi.

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Avv. Prof. Marco Ticozzi

Avv. Prof. Marco Ticozzi

Avv. Prof. Marco Ticozzi

Professore Aggregato di Diritto Privato presso l'Università Ca' Foscari Venezia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Venezia con studio a Venezia, Treviso, Vicenza e Roma.

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