giovedì 9 luglio 2015

Interessi Usurari: per il Tribunale di Venezia gli Interessi di Mora e quelli Corrispettivi non si Sommano!

Come abbiamo segnalato nel precedente post Mutui Usurari e Interessi di Mora, ritenevamo non corretta l'interpretazione che si andava diffondendo per la quale Cass. 9 gennaio 2013, n. 350 indicherebbe che il contratto di mutuo ha interessi usurari ove la somma tra gli interessi corrispettivi e gli interessi di mora sia superiore al tasso soglia. Tale nostra indicazione, che si fondava sulla lettura di tale sentenza nonché sull'interpretazione delle disposizioni applicabili alla fattispecie, sembra avere ora il supporto della prima giurisprudenza di merito sul tema e, in particolare, del Tribunale di Venezia, peraltro proprio in un contenzioso in tema di usura bancaria in cui assisto l'istituto di credito resistente.

Interessi Usurari: Interessi di Mora e Interessi Corrispettivi.

Come anticipato, le prime decisioni sono nel senso di considerare singolarmente i tassi di interesse al fine di valutare se siano usurari.
Nel senso che potrebbero essere usurari i tassi di interesse corrispettivi o quelli di mora, ma prendendo a riferimento i tassi pattuiti per ogni ipotesi e senza possibilità di sommarli. Sul tema rinviamo peraltro al post Usura degli Interessi Moratori: quali conseguenze sugli interessi Corrispettivi? in relazione alle conseguenze che derivano sui tassi corrispettivi ove siano usurari solo quelli di mora.
Quindi, solo se il tasso corrispettivo o quello di mora preso singolarmente supera il tasso soglia vi sarà usurarietà dell'uno o dell'altro: in questo senso, come anticipato, la recente ordinanza 28 gennaio 2014 del Tribunale di Napoli, quinta sezione civile - dott. Ardituro, la recente ordinanza 28 gennaio 2014 del Tribunale di Milano - dott.ssa Cosentini e la recente sentenza Trib. Napoli, 18 aprile 2014, n. 5949.

Interessi Usurari: la decisione del Tribunale di Venezia.

Con ordinanza 26 febbraio 2014 - dott.ssa Zanon il Tribunale di Venezia ha rigettato la tesi del cliente che agiva in opposizione a decreto ingiuntivo per contestare il credito della banca: lamentava, infatti, che gli interessi sarebbero stati usurari perché la somma di quelli corrispettivi e di mora avrebbe superato il tasso soglia.
Seguendo la tesi che sostenevo nel giudizio, il Tribunale di Venezia ha rigettato la richiesta di sospensione della provvisoria esecutorietà del decreto ingiuntivo opposto sulla base delle seguenti argomentazioni: "ritenuto infatti che non sia corretto sostenere che il tasso soglia sarebbe superato per effetto della sommatoria fra il tasso debitore contrattuale e quello moratorio: trattasi di tassi previsti in via alternativa e che sono stati in via alternativa applicati. La giurisprudenza della Suprema Corte invocata da parte attrice a sostegno dell'opposizione (Cass. 350/2013) non avvalla in realtà l'assunto della stessa, limitandosi ad affermare il principio più volte espresso dalla giurisprudenza di legittimità, vale a dire che la regola ex art. 1815 c.c. si applica alla pattuizione di interessi a qualunque titolo dovuti, cioè a quelli corrispettivi come a quelli moratori (v. Cass. 5286/2000; Cass. 5324/2003; Cass. 16992/2007). Rilevato in definitiva che la censura relativa alla pretesa applicazione di interessi usurari è fondata su di una prospettazione errata e l'avvenuto superamento del tasso soglia è smentito dalla produzione documentale effettuata dalla banca". 

Interessi Usurari: Conclusioni.

Dunque, tale orientamento emerso in un giudizio in cui assistevo un istituto di credito sembra confermare la correttezza dell'indicazione che avevamo fornito nel post Mutui Usurari e Interessi di Mora.
Complessivamente, ci pare esservi ancor di più la necessità di prestare attenzione a questi contenziosi giacché, se quella ora in discussione è l'unica ragione della domanda o della contestazione, il rischio è quello di avventurarsi in una causa dall'esito incerto, ad oggi probabilmente negativo.
Resta da sottolineare, come indicato nei commenti a questo post, che differente dalla sommatoria tra interessi corrispettivi e di mora potrebbe essere la valutazione dell'incidenza degli interessi corrispettivi maturati sui quali si calcolino gli interessi di mora: se gli interessi moratori, secondo la specifica previsione contrattuale del caso concreto, vengono calcolati non solo sul capitale ma anche sugli interessi relativi alle rate scadute e non pagate è chiaro che l'incidenza complessiva degli interessi sul capitale aumenta.
Anche in tali ipotesi, come indica l'ordinanza 28 gennaio 2014 del Tribunale di Milano - dott.ssa Cosentini, non credo siano da sommare in modo automatico i tassi corrispettivi e quelli di mora: occorrerà effettuare un complesso calcolo per determinare quali interessi corrispettivi siano in concreto maturati e quale sia la loro incidenza sul tasso di mora tenendo conto del capitale. Peraltro, se è corretta tale ricostruzione riferita a tale specifica ipotesi, allora l'usura non dovrebbe essere intesa come originaria ma come derivante dall'operatività del rapporto. Per tale questione, comunque, rinviamo ai successivi post che si occuperanno del tema.
di Marco Ticozzi
avvocato a Treviso Venezia Vicenza e Roma


Rinviamo a tutti gli altri post in tema di Usura Bancaria.

E in particolare ad alcuni Post Correlati:
Usura Bancaria
Usura Sopravvenuta
Anatocismo Bancario
Anatocismo Bancario e Prescrizione 

5 commenti :

  1. il tasso di mora non si somma, se nel contratto di mutuo è riportata la clausola che gli interessi di mora si applicano sulle rate scadute senza interessi, o sulla quota capitale.
    quasi mai presente, e quindi il tasso di mora, è di FATTO calcolato ex post sulla rata insoluta inclusa di interesse creando cosi anche interessi anatocistici oltre che sforare il tasso soglia.

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  2. Gentile Avvocato

    Se nell'applicazione pratica del tasso di mora la Banca avesse applicato il tasso di mora al TAN, come riscontrato più' volte, mi sembra che il suo orientamento dovrebbe essere rivisto in quanto, non sempre, i due tassi risultano alternativi.

    La ringrazio anticipatamente per un'eventuale risposta.

    Lot Giuseppe

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  3. Vi ringrazio per i commenti che mi sembrano sottolineare la stessa questione.
    Condivido il fatto che dipenda dal caso concreto: se la mora si calcola anche sugli interessi corrispettivi nel frattempo maturati e non solo sul capitale si potrebbe in effetti ipotizzare che vi sia usura laddove gli interessi in concreto complessivamente richiesti sul capitale superino il tasso soglia.
    La questione era già stata affrontata dall'ordinanza 28 gennaio 2014 del Tribunale di Milano di cui sopra e sarà oggetto di un successivo post: molti colleghi mi hanno riferito di cause specifiche sul punto in ipotesi in cui il tasso moratorio sia al limite dell'usura di modo che anche una piccola maggiorazione possa far superare la soglia. In ogni caso, però, in tali casi non credo siano da sommare in modo automatico i tassi corrispettivi e quelli moratori, essendo necessario effettuare un complesso calcolo -come indica il Tribunale di Milano- per valutare quali interessi corrispettivi siano in concreto su Interessi Usurari: per il Tribunale di Venezia gli Interessi di Mora e quelli Corrispettivi non si Sommano!

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  4. Secondo il concetto dell'alternatività di cui alle sentenze suddette, si ha usura quando il taeg supera il tasso soglia. Dunque, stante le 2 sentenze citate, nel taeg occorre considerare soltanto il tasso corrispettivo o, in alternativa, quello di mora. Orbene, se il tasso di mora supera il tasso soglia, avuto riguardo di tutte le competenze pattizie, si avrebbe usura. Sta bene non sommare i due tassi - al di là delle sentenze della corte costituzionale e della corte di cassazione - ma quando è convenuto che il tasso di mora è "superiore di 3 o 4 punti rispetto al tasso euribor aumentato di tot punti", oppure "maggiorato di 3 o 4 punti rispetto al tasso corrispettivo", stiamo parlando di clausola contrattuale stabilita - decisa - dalla banca. Allora il tasso di mora cosi calcolato (non già derivante dalla somma del tasso corrispettivo al tasso mora; bensì derivante dall'applicazione diligente della clausola sul tasso di mora come su rappresentato), se supera la soglia è in usura originaria. E con questo calcolo mi sono attenuta rigorosamente alla sua interpretazione, rafforzata peraltro dalle 2 succitate sentenze di merito. Sono convinta, avvocato, che se lei avesse difeso il mutuatario, avrebbe ugualmente vinto.
    C. Conti

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  5. Il costo del credito va inteso in senso unitario, al di là di come viene denominato un tasso o una commissione o una spesa, perchè, indipendentemente dallo stato in cui si trova il rapporto giuridico (funzionale o patologico), unitaria è l'obbligazione originatasi con il contratto bancario.

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Avv. Prof. Marco Ticozzi

Avv. Prof. Marco Ticozzi

Avv. Prof. Marco Ticozzi

Professore Aggregato di Diritto Privato presso l'Università Ca' Foscari Venezia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Venezia con studio a Venezia, Treviso, Vicenza e Roma.

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