giovedì 11 giugno 2015

Anatocismo e CTU: Estratti Scalari del Conto e Metodo Sintetico

Una delle questioni controverse nei giudizi di anatocismo bancario, è quella di quali siano i documenti idonei a provare la domanda formulata dal correntista volta a ottenere la ripetizione di indebito in relazione agli interessi anatocistici illegittimamente addebitati nel conto corrente.
Sul tema generale dell'onere della prova ci siamo espressi già in diversi post tra i quali ricordiamo Anatocismo e Onere della Prova e Conto Corrente bancario e Ripetizione di Indebito per Anatocismo Bancario: l'Onere della Prova e il Saldo Zero.
La questione specifica, invece, è quella di valutare se la CTU basata sui soli estratti scalere, in assenza di estratti conto analitici, e sul solo metodo sintetico sia idonea ad assolvere l'onere che grava sul correntista.
Di recente sul tema si è espresso anche il Tribunale di Treviso con sentenza 1 agosto 2014, n. 1885, sulla qual e ora ci soffermeremo.


Anatocismo e CTU: Estratti e Metodo Sintetico. Il precedente della Corte d'Appello di Venezia.


Già in passato sul tema si era espressa la Corte App. Venezia, con sentenza 23 agosto 2013 per il cui esame rinviamo al post Scalari del Conto Corrente e Metodo Sintetico nella cause di Anatocismo Bancario.  
In quella sentenza già si evidenziava come il metodo sintetico non fosse in grado di fornire dati attendibili. Ciò perché gli estratti conto a scalare rappresentano solo una parte del quale si compone l’estratto conto. Infatti, si indicava trattarsi di documenti riepilogativi del calcolo delle competenze che vengono contabilizzate sul conto corrente: quindi, si era ritenuto che la CTU che si fondi solo su questi dati porta a risultati non matematicamente corretti, essendo fondata appunto sulla media dei tassi applicati in un determinato periodo senza pertanto consentire il calcolo delle singole rimesse effettuate, la loro imputazione nonché l’interesse in concreto applicato.

Anatocismo e CTU: Estratti e Metodo Sintetico. La sentenza Trib. Treviso 1 agosto 2014, n. 1885.


Recentemente il Tribunale di Treviso è intervenuto sul tema, nella sostanza confermando la decisione della Corte d'Appello sulla inidoneità in sede di CTU del metodo sintetico fondato sugli estratti a scalare ad assolvere l'onere della prova che grava sul correntista.
Nel caso esaminato dalla Sentenza Trib. Treviso 1 agosto 2014, n. 1885 l'attore aveva "prodotto unicamente gli estratti conto scalari sulla base dei quali il CTU ha proceduto ad effettuare dei conteggi utilizzando il "metodo sintetico", metodo che non consente di giungere a dati affidabili: gli estratti conto a scalare sono documenti riepilogativi del calcolo delle competenze che vengono contabilizzate sul conto corrente: la sequenza dei saldi, passivi e negativi, si ottiene raggruppando tutte le operazioni di eguale valuta sicché dalla sequenza non è dato desumere l'importo capitale per giorno esatto di valuta, elemento che è invece possibile estrapolare avendo a disposizione gli estratti conto completi del rapporto. Ciò comporta che il risultato degli interessi debitori applicati in un determinato periodo non è matematicamente corretto fondandosi sulla media dei tassi applicati in un determinato periodo senza pertanto consentire il calcolo delle singole rimesse effettuate, la loro imputazione nonché l'interesse in concreto applicato".
di Marco Ticozziavvocato a Venezia Treviso Vicenza e Roma


Rinviamo a tutti gli altri post in tema di Anatocismo Bancario.

E in particolare ad alcuni Post Correlati:
Usura Bancaria
Usura Sopravvenuta
Anatocismo Bancario
Anatocismo Bancario e Prescrizione


1 commento :

  1. Tecnicamente il metodo sintetico sarebbe di per sé attendibile, la scelta di richiedere una metodologia di ricalcolo analitica risulta essere soltanto un allungamento delle tempistiche di consegna degli elaborati peritali.
    Gli scalari per valuta derivano dal conto movimenti e sono rarissimi i casi in cui la banca compia errori di calcolo negli scalari in quanto questi sono prodotti da un apposito software che per natura non può errare.
    Utilizzare un tasso sintetico trasponendo le competenze ed i numeri debitori su una tabella excel corrisponde ad avere un risultato che si discosta al massimo di un 10% da un metodo analitico esente da errore.
    Tuttavia il metodo analitico può indurre il consulente a sviluppare un certo numero di errori, specialmente nell'elaborazione di rapporti di durata ultra decennale per i quali nella migliore delle ipotesi i movimenti da caricare sono alcune migliaia. Si consideri che per ogni movimento è previsto il caricamento di 4 variabili: data contabile, data valuta, importo e descrizione. I dati da caricare divengono quattro volte tanto il numero dei movimenti da caricare nel foglio di calcolo: è ben ipotizzabile un errore del 10% sul risultato finale.
    I due metodi pertanto hanno la stessa attendibilità con una differenza sulle tempistiche non trascurabile!
    Allo stesso modo andrebbe a mio parere abolita la richiesta di ricalcolo delle date di valuta. Dopo anni di sperimentazioni in merito a tale scempio affermo con convinzione che è soltanto una perdita di tempo. La differenza tra le valute è trascurabile. La sua richiesta a mio modesto parere dovrebbe essere fatta valere soltanto in conti correnti in cui i movimenti abbiano una loro consistenza in termini di importi.
    Mi auguro per il futuro un approccio diverso no basato soltanto sulla quantità di lavoro da svolgere ma mirato a sviscerare l'essenza della controversia.

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Avv. Prof. Marco Ticozzi

Avv. Prof. Marco Ticozzi

Avv. Prof. Marco Ticozzi

Professore Aggregato di Diritto Privato presso l'Università Ca' Foscari Venezia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Venezia con studio a Venezia, Treviso, Vicenza e Roma.

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