sabato 19 dicembre 2015

Anatocismo e Anatocismo Bancario

L'anatocismo rappresenta una delle problematiche più diffuse che coinvolgono i contenziosi, specie tra la banca e i propri clienti. Qual è il significato di anatocismo bancario? Si tratta di quel fenomeno per il quale gli interessi maturati nel conto corrente bancario vengono addebitati nel conto medesimo, divenendo una somma sulla quale successivamente maturano ulteriori interessi. L'anatocismo bancario è stato ritenuto illegittimo dalla Corte di Cassazione dal 1999, ma è stato successivamente autorizzato per legge a determinate condizioni: in particolare la delibera CICR del 9.2.2000 ha fissato il principio per cui sono valide le pattuizioni del contratto bancario che prevedano l'anatocismo purché vi sia la stessa periodicità nella capitalizzazione degli interessi attivi e quelli passivi. Resta il fatto che si tratta di un istituto sul quale permane una forte conflittualità: cerchiamo di capire le ragioni di tali problematiche riguardanti l'anatocismo bancario.



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lunedì 14 settembre 2015

Quesito CTU Anatocismo e Usura del Tribunale di Treviso

Il quesito di una CTU in tema di Anatocismo e Usura spesso è indicativo dell'orientamento del Tribunale sulle varie questioni che si prospettano in questa materia.
Pubblichiamo il quesito, appunto su Anatocismo e Usura, contenuto nell'Ordinanza 27 luglio 2015 del Tribunale di Treviso, dott. Cambi, che ci pare particolarmente interessante per la sua completezza e perché appunto fornisce chiare indicazioni degli indirizzi del Tribunale di Treviso su varie questioni di attualità quali la prescrizione in tema di Anatocismo; la necessità di eliminare automaticamente l'anatocismo dai contratti dal 1 gennaio 2014; l'onere della prova e il saldo zero; ecc.

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sabato 29 agosto 2015

Usura degli Interessi di Mora calcolati sulla rata comprensiva di Interessi Corrispettivi

anatocismo e usura
Abbiamo affrontato in specifici post, ai quali rinviamo, la questione dell’Anatocismo e dell'Usura Bancaria.
Una delle problematiche sottovalutate nei contenziosi di Anatocismo e Usura è quella dell’incidenza della capitalizzazione degli interessi nel calcolo dell’usura bancaria. Può infatti accadere che gli interessi vengano conteggiati non solo sul capitale ma anche su ulteriori interessi già scaduti e capitalizzati (anatocismo). Dunque, l’interesse concreto addebitato potrebbe non essere appunto il solo tasso pattuito calcolato sul capitale ma qualcosa di ulteriore, essendovi anche l’interesse calcolato sul precedente interesse capitalizzato tramite l'anatocismo.
Il dubbio che ne deriva è se tale meccanismo di calcolo sia legittimo o se comporti l’addebito di interessi in definitiva maggiori di quelli che sarebbero corretti (i soli interessi sul capitale, senza la capitalizzazione che deriva dall'anatocismo): ove si propenda per l’illegittimità di tale meccanismo, si potrebbe poi ritenere che vi sia usura laddove l’insieme degli oneri addebitati (interessi sul capitale e interessi sugli interessi capitalizzati tramite l'anatocismo) rapportati al capitale (effettivo) superi il trasso soglia d'usura.


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giovedì 27 agosto 2015

Master Diritto dei Consumi presso Università Ca' Foscari Venezia

Con l'Università Ca' Foscari Venezia io e altri docenti stiamo organizzando un interessante Master in Diritto dei Consumi, che è alla sua prima edizione.
Il tema è certamente interessante per la formazione del professionista, nonchè di chi si occupa della materia in società private. Il Master collabora con molti partner, che a breve verranno pubblicizzati, che porteranno le loro esperienze e offriranno la possibilità di periodi di tirocinio in interessanti realtà. Tra i sostenitori del Master vi sono anche gli Ordini professionali degli avvocati e dei commercialisti di Venezia, di modo che sia possibile utilizzare la frequenza al Master anche per la formazione professionale. La scadenza per la domanda di partecipazione è il 30 novembre 2015, mentre il Master si svolgerà tra gennaio 2016 e gennaio 2017. 
Rinviamo per ogni dettaglio alla pagina dell'Università Ca' Foscari Venezia sul Master in Diritto dei Consumi.
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martedì 25 agosto 2015

Mutuo: gli Interessi di Mora si calcolano anche su quelli Corrispettivi?

Abbiamo affrontato in un precedente post dal profilo generale -perché l'analisi riguardava sia il mutuo che il conto corrente- la questione relativa alla possibilità che gli interessi di mora siano conteggiati non solo sul capitale ma anche sugli interessi corrispettivi, scaduti e non pagati o comunque dovuti a seguito di risoluzione del contratto. Rinviamo al riguardo allo specifico post Anatocismo e Usura: in quella sede si è anche valutato se la capitalizzazione degli interessi corrispettivi (anatocismo) possa avere un'incidenza nel calcolo dell'usura bancaria.
Una recente sentenza della Cassazione (Cass. 22 maggio 2014, n. 11400), innovando il suo precedente orientamento, ha indicato -conformemente a quanto da noi sostenuto nel post Anatocismo e Usura- che a determinate condizioni è possibile che gli interessi corrispettivi si capitalizzino e, dunque, gli interessi moratori si calcolino anche su quelli.

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sabato 22 agosto 2015

Anatocismo Bancario: 3 Errori da Evitare




Il tema dell'anatocismo bancario riceve sempre maggiore attenzione essendo una questione giuridica controversa e oggetto di numerosi contenziosi tra banca e cliente, al pari della problematica dell'usura bancaria. Nelle cause riguardanti l'anatocismo bancario si vedono situazioni molto differenti: il riconoscimento di rilevanti rimborsi così come il rigetto integrale delle domande. Il fatto è che talvolta i contenziosi sono promossi senza una profonda conoscenza delle questioni coinvolte, così portando al rigetto della domanda o, ancor peggio, a situazioni di difficoltà o crisi dei propri assistiti.


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venerdì 21 agosto 2015

Anatocismo e Onere della Prova

Come abbiamo indicato in altri post, nei giudizi in tema di anatocismo, per identificare a chi spetti l'onere della prova, è necessario distinguere i contenziosi a seconda del soggetto che li abbia introdotti e, soprattutto, delle domande proposte. La regola generale, infatti, è quella per la quale spetta a chi fa valere un diritto provare i fatti che lo fondano: nei giudizi di anatocismo bancario la problematica si pone spesso in relazione alla difficoltà di ricostruire a distanza di anni le movimentazioni del conto corrente, per le quali si potrebbero non avere a disposizione gli estratti conto.
Se si ritiene che nei giudizi introdotti dal correntista per la ripetizione dell'indebito costituito dall'anatocismo bancario l'onere della prova gravi proprio su tale soggetto, l'assenza -magari parziale- degli estratti gli impedirà di esaminare e far accogliere la domanda in relazione a tale periodo del rapporto contrattuale. Invece, se si ritiene che anche in tali giudizi l'onere della prova sia della banca, l'eventuale mancanza pregiudicherà tale soggetto.
Da poco sul punto si è espresso anche il Tribunale di Treviso con sentenza 1 agosto 2014, n. 1885, sulla qual e ora ci soffermeremo.

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giovedì 20 agosto 2015

Delibera CICR 9 febbraio 2000, Conto Corrente e Anatocismo Bancario

Una delle problematiche più diffuse nei contenziosi di Anatocismo Bancario, insieme a quella della prescrizione dell'anatocismo, attiene alla possibilità di considerare valida la capitalizzazione trimestrale degli interessi per i contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della delibera CICR 9 febbraio 2000 laddove la banca si sia adeguata a tale delibera CICR, introducendo appunto l’anatocismo.
Come evidenziato in altri post, generalmente le cause di anatocismo bancario possono coinvolgere solo i contratti di conto corrente anteriori alla delibera CICR 9 febbraio 2000: per quelli successivi, come noto, proprio tale delibera CICR ha concesso la facoltà alle banche di prevedere l’anatocismo bancario purché quello attivo e quello passivo abbiano la stessa periodicità.
Ma per i contratti di conto corrente stipulati prima dell’entrata in vigore della delibera CICR 9 febbraio 2000 è possibile e a quali condizioni considerare valida una nuova previsione di anatocismo bancario da parte della banca?
Vi sono molte possibili risposte elaborate nel tempo dalle sentenze: il Tribunale di Venezia ha recentemente espresso una nuova e innovativa posizione.

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mercoledì 19 agosto 2015

Usura degli Interessi Moratori: sono dovuti gli Interessi Corrispettivi?

In precedenti post in tema di usura bancaria abbiamo già indicato come alcuni sostengano che la sentenza Cass. 9 gennaio 2013, n. 350 abbia introdotto il principio della sommatoria degli interessi corrispettivi e di quelli moratori ai fini della verifica dell’eventuale esistenza di interessi usurari: come osservato nel post Mutui Usurari e Interessi di Mora, però, si tratta di una soluzione non condivisibile, che fa dire a tale sentenza ciò che non dice.
Ma anche a valutare i tassi corrispettivi e quelli moratori singolarmente, restano le problematiche: cosa accade se si verifica l’usurarietà degli interessi moratori e non di quelli corrispettivi? Le conseguenze che coinvolgono i tassi moratori si riverberano sui tassi corrispettivi?


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giovedì 9 luglio 2015

Interessi Usurari: per il Tribunale di Venezia gli Interessi di Mora e quelli Corrispettivi non si Sommano!

Come abbiamo segnalato nel precedente post Mutui Usurari e Interessi di Mora, ritenevamo non corretta l'interpretazione che si andava diffondendo per la quale Cass. 9 gennaio 2013, n. 350 indicherebbe che il contratto di mutuo ha interessi usurari ove la somma tra gli interessi corrispettivi e gli interessi di mora sia superiore al tasso soglia. Tale nostra indicazione, che si fondava sulla lettura di tale sentenza nonché sull'interpretazione delle disposizioni applicabili alla fattispecie, sembra avere ora il supporto della prima giurisprudenza di merito sul tema e, in particolare, del Tribunale di Venezia, peraltro proprio in un contenzioso in tema di usura bancaria in cui assisto l'istituto di credito resistente.

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martedì 30 giugno 2015

È Possibile Attivare il Controllo Giudiziario Previsto dall’art. 2409 c.c. sull’Attività degli Amministratori di una srl?


In una recente sentenza del 13 marzo 2013 il Tribunale di Venezia ha indicato che nelle società a responsabilità limitata non è utilizzabile la procedura prevista dall'art. 2409 c.c. per denunciare le irregolarità di amministrazione. La disposizione è collocata nell'ambito della disciplina del collegio sindacale per le società per azioni: di qui il dubbio, appunto, sulla sua applicabilità in un diverso contesto, come quello della srl, seppur laddove anche in tali società sia previsto il collegio sindacale.
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martedì 23 giugno 2015

Anatocismo e Conto Corrente Aperto


Le recenti sentenze della S.C. in tema di anatocismo bancario distinguono i versamenti in conto corrente a seconda che abbiano natura solutoria o ripristinatoria. Distinzione che è stata operata in relazione alla necessità di valutare quando la prescrizione in materia di anatocismo bancario decorra dal singolo versamento o, piuttosto, dalla chiusura del conto.
Tali decisioni, peraltro, hanno indicato principi (per i quali si rinvia al post Anatocismo bancario e Prescrizione) da cui ne deriva uno ulteriore, spesso trascurato: la domanda avente ad oggetto la ripetizione dell’indebito costituito dagli interessi anatocistici illegittimamente capitalizzati può essere proposta solo se il conto corrente non sia aperto.

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martedì 16 giugno 2015

Calcolo Anatocismo

Oramai è divenuta di attualità la questione dell’anatocismo bancario e in particolare quella del calcolo dell’anatocismo. Spesso i clienti della banca, soprattutto quando si trovano in difficoltà o hanno ricevuto un decreto ingiuntivo da parte della banca, vanno alla ricerca di chi sia in grado di effettuare un calcolo dell’anatocismo, ovviamente da utilizzare per evitare il pagamento.
Una rapida ricerca in internet mostra come su tale questione del calcolo dell'anatocismo si diffondono le proposte di diversi soggetti, oramai anche organizzati in forma societaria. Le proposte sono le più differenziate e talvolta addirittura gratuite. Ma come valutarle e assicurarsi che il calcolo dell’anatocismo sia corretto?
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giovedì 11 giugno 2015

Anatocismo e CTU: Estratti Scalari del Conto e Metodo Sintetico

Una delle questioni controverse nei giudizi di anatocismo bancario, è quella di quali siano i documenti idonei a provare la domanda formulata dal correntista volta a ottenere la ripetizione di indebito in relazione agli interessi anatocistici illegittimamente addebitati nel conto corrente.
Sul tema generale dell'onere della prova ci siamo espressi già in diversi post tra i quali ricordiamo Anatocismo e Onere della Prova e Conto Corrente bancario e Ripetizione di Indebito per Anatocismo Bancario: l'Onere della Prova e il Saldo Zero.
La questione specifica, invece, è quella di valutare se la CTU basata sui soli estratti scalere, in assenza di estratti conto analitici, e sul solo metodo sintetico sia idonea ad assolvere l'onere che grava sul correntista.
Di recente sul tema si è espresso anche il Tribunale di Treviso con sentenza 1 agosto 2014, n. 1885, sulla qual e ora ci soffermeremo.
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mercoledì 10 giugno 2015

Ripetizione di Indebito per Anatocismo Bancario e Onere della Prova: chi Deve Produrre gli Estratti Conto?

Con sentenza Cass. 19.9.2013, n. 21466 la Suprema Corte è intervenuta nuovamente sulla questione relativa all’onere della prova nei giudizi di ripetizione di indebito per anatocismo bancario. La sentenza, in particolare, conferma il principio per il quale nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo in cui il correntista contesti il saldo astrattamente dovuto alla banca per la presenza di interessi anatocistici o altri oneri non dovuti, laddove si accerti la nullità delle relative clausole di capitalizzazione trimestrale, occorre ricostruire l’effettivo saldo del rapporto di conto corrente attraverso il calcolo dell'anatocismo. Operazione che -si indica- è possibile solo attraverso l’esame delle intere movimentazioni del conto corrente, che quindi devono essere prodotte integralmente dalla banca. Sottolineiamo fin da subito che da un lato la sentenza non indica cosa debba avvenire se tale documentazione manchi e dall’altro che il principio viene espresso il relazione a una causa in cui la banca agisce con una richiesta di pagamento e non invece in una in cui manchi tale domanda, avendo la controversia a oggetto solo la richiesta di ripetizione di indebito formulata dal cliente: per tale diversa fattispecie rinviamo agli altri post presenti sul sito e in particolare a Conto Corrente bancario e Ripetizione di Indebito per Anatocismo Bancario: l'Onere della Prova e il Saldo Zero.
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lunedì 8 giugno 2015

Usura Soggettiva

Nelle causa di Usura Bancaria talvolta si discute dell'usurarietà che deriva non tanto dal superamento del tasso soglia quanto dalla presenza di ulteriori circostanze che renderebbero gli interessi comunque sproporzionati (usura soggettiva). La situazione è delicata perché, chiaramente, mentre nell'usura oggettiva il tasso soglia rappresenta un dato obiettivo con cui confrontarsi, nell'usura soggettiva (in concreto) occorre determinare quali siano le circostanze che fanno ritenere comunque usurario il tasso pattuito entro soglia.

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sabato 2 maggio 2015

Usura Bancaria e Tasso Soglia


usura bancaria tasso sogliaSpesso le controversie tra banca e cliente riguardano, oltre alle questioni in tema di anatocismo bancario, la questione dell'Usura Bancaria e del superamento tasso soglia nell'ambito dei rapporti contrattuali in essere. I contrasti riguardano anzitutto le voci di costi o oneri che devono essere comprese o meno nella valutazione dell'usurarietà del tasso applicato dalla banca. Uno degli aspetti problematici di questi contenziosi, è anche quello dell'onere della prova, giacché chi agisce invocando l'usura bancaria deve non solo dimostrare quali interessi siano stati applicati ma anche quale sia il tasso soglia di riferimento tempo per tempo. Ciò può essere fatto attraverso la produzione in giudizio dei decreti ministeriali che fissano tali tassi soglia: ma se mancano cosa accade?
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giovedì 26 marzo 2015

Anatocismo e Sentenze

Non esistono indicazioni omogenee in tema di anatocismo bancario. Spesso le sentenze dei vari tribunali sono indicative di orientamenti differenti: addirittura, talvolta magistrati diversi dello stesso Tribunale offrono soluzioni diversificate sullo stesso problema giuridico.
Anche per tale ragione, diviene importante conoscere le sentenze sull’anatocismo bancario: da tale profilo, il blog offre la possibilità di confrontarsi anche su tale specifico tema, vale a dire sul ruolo delle sentenze in tema di anatocismo.
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lunedì 23 marzo 2015

Conto Corrente bancario e Ripetizione di Indebito per Anatocismo Bancario: l'Onere della Prova e il Saldo Zero

Una recente ordinanza della Corte d'Appello di Venezia ha indicato che nella causa di anatocismo bancario promossa dal correntista per la ripetizione dell'indebito costituito dagli interessi anatocistici indebitamente applicati dalla banca, vada ricostruito il rapporto di conto corrente applicando il saldo zero a una certa epoca, ove manchino gli estratti conto precedenti. La questione è complessa perché effettivamente sul tema si ritrovano decisione di segno opposto, dovendosi per alcune applicare il saldo zero a ogni giudizio in cui sia in discussione la ricostruzione del dare/avere in un rapporto di conto corrente e per altre solo alle cause in cui la banca abbia svolto una domanda di pagamento.
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sabato 14 marzo 2015

Recesso e Risoluzione del Contratto


Spesso si nota confusione nell'esercizio dei rimedi attinenti al recesso e alla risoluzione del contratto. Talvolta -forse erroneamente- i contratti prevedono contemporaneamente il versamento di una caparra, che consente il recesso, e la fissazione di un termine essenziale oppure la pattuizione di una clausola risolutiva espressa. Il problema, però, è quello che, una volta che si sia verificata la risoluzione di diritto del contratto, il recesso non è più esercitabile perché il contratto è già privo di effetti: in tali casi, dunque, la caparra non può più essere trattenuta, essendo al più necessario instaurare un giudizio per il risarcimento del danno. Questo almeno è l'orientamento delle Sezioni Unite sul rapporto tra recesso e risoluzione, che una recente sentenza del Tribunale di Treviso non ha seguito.
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venerdì 13 marzo 2015

Chi Paga i Debiti dei Condomini Morosi?


Uno degli aspetti problematici dei rapporti tra condomini, riguarda la responsabilità solidale per i debiti relativi alla gestione del condominio. Il problema è quello di dare risposta alla domada: chi paga i debiti dei condomini morosi? Mentre precedentemente non vi era una disciplina apposita, discutendosi se il creditore del condominio potesse richiedere il pagamento a ogni condomino per la sola sua quota o se potesse agire per l'intero credito, la recente riforma della disciplina del condominio approvata con Legge 11.12.2012 n. 220 è intervenuta sul tema. E' stato così modificato l’art. 63 disp. att. c.c., che ha fissato un vincolo solidale tra i condomini per le obbligazioni contratte dall’amministratore, pur essendo stati posti dei limiti al creditore che agisca per il recupero del suo credito. La previsione, infatti, indica che «per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea, l’amministratore, senza bisogno di autorizzazione di questa, può ottenere un decreto di ingiunzione immediatamente esecutivo, nonostante opposizione, ed è tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi. I creditori non possono agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti, se non dopo l’escussione degli altri condomini».
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Esecuzione Immobiliare e Locazione a Canone Iniquo: La Locazione Iniqua è Opponibile all'Aggiudicatario?


Una recente sentenza della Cassazione afferma il principio importante per il quale, se anche sia stato stipulato prima del pignoramento dell'immobile un contratto di locazione, questo non è mai opponibile all'acquirente ove abbia un canone inferiore di oltre un terzo rispetto al giusto prezzo. La questione assume rilievo perchè è frequente, invece, che il futuro esecutato, magari nell'imminenza di ricevere la notifica del pignoramento, stipuli contratti di locazione a prezzi esigui con lo scopo di mantenere, magari con l'aiuto di interposte persone, il godimento del bene pur se oggetto di esecuzione e, poi, pur se aggiudicato a terzi.


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giovedì 12 marzo 2015

Anatocismo Bancario e Prescrizione

Una delle questioni più controverse nelle cause riguardanti i contratti di conto corrente, quantomeno fino alla sentenza a Sezioni Unite Cass. 2.12.2010 n. 24418, attiene al rapporto tra anatocismo bancario e prescrizione. Come noto, in presenza di anatocismo bancario illegittimo, effettuato il relativo calcolo dell'anatocismo, il cliente ha diritto alla ripetizione dell’indebito costituito dagli interessi anatocistici capitalizzati trimestralmente. Ma, se è vero che l’azione per l’accertamento della nullità di una clausola contrattuale non è soggetta a prescrizione, non è così per l’azione di ripetizione dell’indebito che spetterebbe al cliente ex art. 2033 c.c. in caso di accertamento di tale nullità: infatti, l’esercizio dell’azione di ripetizione dell’indebito è soggetto al termine di prescrizione di dieci anni.
L’aspetto più problematico e controverso in merito al rapporto tra anatocismo bancario e prescrizione attiene al momento di decorrenza della prescrizione stessa: mentre un certo orientamento spingeva perché la decorrenza del termine di prescrizione decorresse dal singolo versamento in conto, che rappresenterebbe un pagamento, una differente opinione indicava che il termine di prescrizione relativo alla ripetizione delle somme illegittimamente addebitate in conto come conseguenza dell'anatocismo bancario non potesse decorrere prima della chiusura del rapporto di conto corrente, stante la natura unitaria di tale rapporto in cui dare/avere si determinava solo al momento della chiusura.
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lunedì 9 marzo 2015

Tribunale di Padova: Usura degli Interessi di Mora e non debenza anche di quelli corrispettivi

Abbiamo più volte affrontato la questione dell'usurarietà degli interessi di mora.
Una delle questioni aperte è quella delle conseguenze che derivano dalla pattuizione di un tasso di interessi di mora appunto usurario. La valutazione della convenienza di una ipotetica contestazione sul punto deriva in gran parte proprio dall'esame delle conseguenze che derivano dalla pattuizione di un interesse di mora usurario: se si ritiene che l'invalidità riguardi il solo tasso di mora, non estendendosi a quello corrispettivo, per il cliente in regola con i pagamenti nulla cambierà (salva la valutazione circa la sussistenza di un ipotetico danno non patrimoniale) e per quello in ritardo con i pagamenti poco cambierà, avendo diritto alla restituzione della differenza tra quanto pagato (tasso di mora) e quanto dovuto (tasso corrispettivo). Se invece si ritiene che l'invalidità che coinvolge l'interesse di mora si estenda a quello corrispettivo, ovviamente le conseguenze saranno ben più rilevanti, essendovi il diritto alla restituzione di ogni interesse pagato (moratorio o corrispettivo che sia).
Sul tema, dopo precedenti decisioni che erano nel senso di escludere un'invalidità derivata (ordinanza 28 gennaio 2014 del Tribunale di Napoli, quinta sezione civile - dott. Ardituro  e ordinanza 28 gennaio 2014 del Tribunale di Milano - dott.ssa Cosentini), recentemente il Tribunale di Padova con ordinanza 8-13 maggio 2014 si è espresso in senso opposto, vale a dire per la tesi dell'esclusione di ogni diritto agli interessi in presenza di una pattuizione oltre soglia anche solo dell'interesse di mora.
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sabato 28 febbraio 2015

Usura Bancaria e Prescrizione

Anche nelle controversie che riguardano l'Usura Bancaria si pone un problema di prescrizione. Se il mutuo stipulato molti anni fa è ancora in corso o è stato estinto da poco, il cliente che ha pagato interessi addebitati nelle singole rate ma che non erano dovuti perché vi era usura bancaria, ha diritto alla restituzione di tutti gli interessi a prescindere dal momento del pagamento o si prescrivono i pagamenti effettuati oltre dieci anni prima?
Con il proliferare dei contenziosi che riguardano l'usura bancaria nei mutui la questione diventa di attualità, capitando che i clienti verifichino vecchi mutui magari estinti da anni per valutare appunto se gli interessi fossero usurari.

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giovedì 5 febbraio 2015

Scalari del Conto Corrente e Metodo Sintetico nella cause di Anatocismo Bancario

scalari metodo sintetico ctu periziaUna recente sentenza della Corte d'Appello di Venezia si è posta in contrasto con altro proprio orientamento, di cui davamo conto in un precedente post. Tale sentenza è importante per due profili: anzitutto conferma il principio, contestato da altre sentenze di merito, per cui è onere del correntista che agisca in giudizio di anatocismo per la ripetizione dell'indebito consistente negli interessi anatocistici illegittimamente addebitati, fornire la prova degli elementi costitutivi della propria domanda; in secondo luogo, perché ritiene che per il calcolo dell'anatocismo in sede di CTU non sia sufficiente la sola produzione degli scalari del conto corrente -utilizzabili al più per una perizia con il c.d. metodo sintetico- occorrendo, invece, la presenza in giudizio degli interi estratti conto.
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Avv. Prof. Marco Ticozzi

Avv. Prof. Marco Ticozzi

Avv. Prof. Marco Ticozzi

Professore Aggregato di Diritto Privato presso l'Università Ca' Foscari Venezia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Venezia con studio a Venezia, Treviso, Vicenza e Roma.

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Telefono: 041980911
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