domenica 13 marzo 2016

Fallimento, Ammissione al Passivo e Decreto Ingiuntivo privo dell’Esecutorietà ex art. 647 cpc


Una recente sentenza della Cassazione (Cass. 27 gennaio 2014, n. 1650) torna sull’oramai noto problema relativo all’opponibilità alla curatela fallimentare in sede di ammissione al passivo del decreto ingiuntivo notificato e non opposto prima del fallimento del debitore, al quale però manchi il provvedimento di esecutività ex art. 647 cpc.
Il problema è rilevante per più ragioni giacché, se il decreto ingiuntivo non è opponibile, non è possibile procedere all’ammissione al passivo del fallimento delle spese liquidate e neppure riconoscere privilegi che derivino da tale provvedimento, come l’ipoteca iscritta in forza del decreto ingiuntivo emesso provvisoriamente esecutivo che non sia dichiarato definitivo ex art. 647 cpc (proprio questo era il caso oggetto di causa). Resterebbe la possibilità di riconoscere il credito in via chirografaria, peraltro solo ove siano prodotti i relativi documenti giustificativi, stante appunto la non opponibilità del decreto ingiuntivo al fallimento.
Inoltre, la decisione è molto interessante anche in merito alla posizione che prende sulle possibili alternative: è opponibile il decreto ingiuntivo per il quale il cancelliere attesti non essere stata proposta opposizione nei termini prima del fallimento? O, ancora, è opponibile il decreto ingiuntivo i cui termini di opposizione siano scaduti prima del fallimento e per il quale la dichiarazione di esecutività sia successiva al fallimento?


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venerdì 11 marzo 2016

Mutui Usurari e Interessi di Mora

usura mutui usurari
Molto spesso nei commenti che si leggono in tema di mutui usurari si sostiene che le sentenze (Cass. 9 gennaio 2013, n. 350) indicherebbero che i mutui hanno interessi usurari ove la somma tra gli interessi corrispettivi e gli interessi di mora sia superiore al tasso soglia d'usura del mutuo.
Ovviamente può essere normale che il debitore che subisce l’esecuzione per il mancato pagamento di mutui tenti la strada della contestazione (ad esempio con l'opposizione all'esecuzione), affermando che si tratti di mutui usurari, anche quando l’esito sia difficilmente prevedibile perché fondato su una tesi innovativa quale quella della sommatoria tra interessi corrispettivi e interessi di mora appunto nei mutui usurari.
Mi capita sempre più spesso, però, di avere contatti con persone che sono in regola con i pagamenti dei mutui e intendono agire comunque in tal modo per contestare che si tratti di mutui con interessi usurari: e, spesso, mi riferiscono di volerlo fare avendo avuto notizie che si tratta di una strada certa.
A mio avviso, invece, in materia di usura bancaria la tesi per la quale i mutui sarebbero usurari ove la somma del tasso degli interessi corrispettivi e di mora superi la soglia d'usura è sbagliata: su tale aspetto tornerò subito.
Un dato è però obiettivo, vale a dire che si tratta quantomeno di una tesi incerta: credo, dunque, che chi intende agire formulando tale contestazione sugli interessi usurari dei mutui debba essere informato dei rischi che si assume, vale a dire quello di far valere un orientamento non adeguatamente confermato, che potrebbe portare al rigetto della domanda e ai conseguenti oneri per spese legali e di perizie eventualmente disposte in corso di giudizio.
Per altro verso, non di rado, già gli interessi di mora pattuiti nei mutui usurari sono superiori al tasso soglia d'usura: in tale ipotesi di mutui usurari la contestazione è più facile, essendo riconosciuta l'usura del tasso degli interessi di mora dalla Cassazione.
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mercoledì 9 marzo 2016

Usura Sopravvenuta

usura sopravvenuta
Il tema dell'Usura Bancaria è di grande attualità: in tale ambito, tra le altre questioni, si discute sia in letteratura che in giurisprudenza se sussista o meno l’usura sopravvenuta.
Quale è la definizione di usura sopravvenuta? Quale è il suo significato?
Ci si riferisce all’usura sopravvenuta generalmente nei casi in cui il contratto prevede un tasso di interesse non usurario al momento della stipula (perché concluso prima della L. 108/1996 o, se successivo, perché prevede un tasso di interesse inferiore alla soglia vigente in quel momento), ma che si trovi a superare in corso di rapporto la soglia tempo per tempo vigente, ad esempio a seguito della diminuzione dei tassi soglia.
Le soluzioni che vengono offerte in tema di usura sopravvenuta sono le più differenti e si differenziano a seconda che il contratto sia stato concluso prima o dopo la riforma sull’usura del 1996.

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Avv. Prof. Marco Ticozzi

Avv. Prof. Marco Ticozzi

Avv. Prof. Marco Ticozzi

Professore Aggregato di Diritto Privato presso l'Università Ca' Foscari Venezia

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Venezia con studio a Venezia, Treviso, Vicenza e Roma.

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