venerdì 12 aprile 2019

Intesa Sanpaolo subentra nei contenziosi pregressi di Banca Popolare di Vicenza e Veneto banca che coinvolgono rapporti estinti, chiusi, deteriorati o a sofferenza?

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Una delle questioni più di attualità negli ultimi mesi (oggetto di molte sentenze), attiene alla ipotizzata responsabilità di Intesa Sanpaolo spa per i contenziosi pregressi di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, vale a dire quelli precedenti la cessione delle aziende bancarie delle ex Banche Popolari Venete. Come noto, il contratto di cessione delle aziende bancarie di tali istituti posti in liquidazione coatta amministrativa (ex Banche Popolari Venete, vale a dire Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca) e le previsioni di legge a monte, hanno espressamente escluso dalla cessione le controversie con gli azionisti. Quanto ai debiti, il punto 3.1.2 lett. B) della cessione prevede che sono incluse le passività se “derivano da rapporti inerenti o funzionali all’esercizio dell’impresa bancaria ed elenca poi una serie di ipotesi di passività incluse tra cui i contenziosi pregressi, vale a dire appunto quelli già pendenti prima della cessione delle aziende bancarie delle ex Banche Popolari Venete (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca).
Vi sono però dubbi interpretativi su cosa tale previsione significhi e, dunque, quali siano questi contenziosi pregressi nei quali Intesa Sanpaolo spa può subentrare: le prime sentenze emesse sono in larga parte per l'esclusione delle responsabilità di Intesa Sanpaolo spa laddove i contenziosi pregressi coinvolgano rapporti chiusi, estinti, deteriorati, a sofferenza, ecc., vale a dire rapporti non "inerenti o funzionali all’esercizio dell’impresa bancaria”. Vi sono però alcune sentenze di segno opposto ed è curioso sottolineare come anche negli stessi Tribunali talvolta vi siano decisioni contrastanti (così ad esempio per il Tribunale di Treviso). 
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giovedì 11 aprile 2019

Anatocismo Bancario: 3 Errori da Evitare




Il tema dell'anatocismo bancario riceve sempre maggiore attenzione essendo una questione giuridica controversa e oggetto di numerosi contenziosi tra banca e cliente, al pari della problematica dell'usura bancaria. Nelle cause riguardanti l'anatocismo bancario si vedono situazioni molto differenti: il riconoscimento di rilevanti rimborsi così come il rigetto integrale delle domande. Il fatto è che talvolta i contenziosi sono promossi senza una profonda conoscenza delle questioni coinvolte, così portando al rigetto della domanda o, ancor peggio, a situazioni di difficoltà o crisi dei propri assistiti.


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lunedì 1 aprile 2019

Mutuo: gli Interessi di Mora si calcolano anche su quelli Corrispettivi?

Abbiamo affrontato in un precedente post dal profilo generale -perché l'analisi riguardava sia il mutuo che il conto corrente- la questione relativa alla possibilità che gli interessi di mora siano conteggiati non solo sul capitale ma anche sugli interessi corrispettivi, scaduti e non pagati o comunque dovuti a seguito di risoluzione del contratto. Rinviamo al riguardo allo specifico post Anatocismo e Usura: in quella sede si è anche valutato se la capitalizzazione degli interessi corrispettivi (anatocismo) possa avere un'incidenza nel calcolo dell'usura bancaria.
Una recente sentenza della Cassazione (Cass. 22 maggio 2014, n. 11400), innovando il suo precedente orientamento, ha indicato -conformemente a quanto da noi sostenuto nel post Anatocismo e Usura- che a determinate condizioni è possibile che gli interessi corrispettivi si capitalizzino e, dunque, gli interessi moratori si calcolino anche su quelli.

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venerdì 29 marzo 2019

Calcolo Anatocismo

Oramai è divenuta di attualità la questione dell’anatocismo bancario e in particolare quella del calcolo dell’anatocismo. Spesso i clienti della banca, soprattutto quando si trovano in difficoltà o hanno ricevuto un decreto ingiuntivo da parte della banca, vanno alla ricerca di chi sia in grado di effettuare un calcolo dell’anatocismo, ovviamente da utilizzare per evitare il pagamento.
Una rapida ricerca in internet mostra come su tale questione del calcolo dell'anatocismo si diffondono le proposte di diversi soggetti, oramai anche organizzati in forma societaria. Le proposte sono le più differenziate e talvolta addirittura gratuite. Ma come valutarle e assicurarsi che il calcolo dell’anatocismo sia corretto?

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martedì 26 marzo 2019

Chi Paga i Debiti dei Condomini Morosi?


Uno degli aspetti problematici dei rapporti tra condomini, riguarda la responsabilità solidale per i debiti relativi alla gestione del condominio. Il problema è quello di dare risposta alla domada: chi paga i debiti dei condomini morosi? Mentre precedentemente non vi era una disciplina apposita, discutendosi se il creditore del condominio potesse richiedere il pagamento a ogni condomino per la sola sua quota o se potesse agire per l'intero credito, la recente riforma della disciplina del condominio approvata con Legge 11.12.2012 n. 220 è intervenuta sul tema. E' stato così modificato l’art. 63 disp. att. c.c., che ha fissato un vincolo solidale tra i condomini per le obbligazioni contratte dall’amministratore, pur essendo stati posti dei limiti al creditore che agisca per il recupero del suo credito. La previsione, infatti, indica che «per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea, l’amministratore, senza bisogno di autorizzazione di questa, può ottenere un decreto di ingiunzione immediatamente esecutivo, nonostante opposizione, ed è tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi. I creditori non possono agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti, se non dopo l’escussione degli altri condomini».

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domenica 17 marzo 2019

Fallimento, Ammissione al Passivo e Decreto Ingiuntivo privo dell’Esecutorietà ex art. 647 cpc


Una recente sentenza della Cassazione (Cass. 27 gennaio 2014, n. 1650) torna sull’oramai noto problema relativo all’opponibilità alla curatela fallimentare in sede di ammissione al passivo del decreto ingiuntivo notificato e non opposto prima del fallimento del debitore, al quale però manchi il provvedimento di esecutività ex art. 647 cpc.
Il problema è rilevante per più ragioni giacché, se il decreto ingiuntivo non è opponibile, non è possibile procedere all’ammissione al passivo del fallimento delle spese liquidate e neppure riconoscere privilegi che derivino da tale provvedimento, come l’ipoteca iscritta in forza del decreto ingiuntivo emesso provvisoriamente esecutivo che non sia dichiarato definitivo ex art. 647 cpc (proprio questo era il caso oggetto di causa). Resterebbe la possibilità di riconoscere il credito in via chirografaria, peraltro solo ove siano prodotti i relativi documenti giustificativi, stante appunto la non opponibilità del decreto ingiuntivo al fallimento.
Inoltre, la decisione è molto interessante anche in merito alla posizione che prende sulle possibili alternative: è opponibile il decreto ingiuntivo per il quale il cancelliere attesti non essere stata proposta opposizione nei termini prima del fallimento? O, ancora, è opponibile il decreto ingiuntivo i cui termini di opposizione siano scaduti prima del fallimento e per il quale la dichiarazione di esecutività sia successiva al fallimento?


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venerdì 15 marzo 2019

Usura degli Interessi di Mora calcolati sulla rata comprensiva di Interessi Corrispettivi

anatocismo e usura
Abbiamo affrontato in specifici post, ai quali rinviamo, la questione dell’Anatocismo e dell'Usura Bancaria.
Una delle problematiche sottovalutate nei contenziosi di Anatocismo e Usura è quella dell’incidenza della capitalizzazione degli interessi nel calcolo dell’usura bancaria. Può infatti accadere che gli interessi vengano conteggiati non solo sul capitale ma anche su ulteriori interessi già scaduti e capitalizzati (anatocismo). Dunque, l’interesse concreto addebitato potrebbe non essere appunto il solo tasso pattuito calcolato sul capitale ma qualcosa di ulteriore, essendovi anche l’interesse calcolato sul precedente interesse capitalizzato tramite l'anatocismo.
Il dubbio che ne deriva è se tale meccanismo di calcolo sia legittimo o se comporti l’addebito di interessi in definitiva maggiori di quelli che sarebbero corretti (i soli interessi sul capitale, senza la capitalizzazione che deriva dall'anatocismo): ove si propenda per l’illegittimità di tale meccanismo, si potrebbe poi ritenere che vi sia usura laddove l’insieme degli oneri addebitati (interessi sul capitale e interessi sugli interessi capitalizzati tramite l'anatocismo) rapportati al capitale (effettivo) superi il trasso soglia d'usura.


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martedì 5 marzo 2019

Accertamento tecnico preventivo (ATP): Rigetto per mancanza del fumus boni iuris o del periculum in mora.

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Ad inizio professione, quando mi è capitato di battermi per il rigetto di una richiesta di un accertamento tecnico preventivo (ATP), un legale con molta esperienza mi ha detto che era inutile perché un accertamento tecnico preventivo (ATP) non si nega a nessuno. In effetti, seppur si ritenga che l'ammissione dell'accertamento tecnico preventivo (ATP) richieda la presenza dei comuni requisiti dei provvedimenti cautelari (fumus boni iuris e periculum in mora), è raro che venga negata una tale indagine peritale: ciò anche nel caso in cui l'infondatezza della domanda di merito possa apparire evidente, come per esempio ove sia maturato il termine di prescrizione. Non sempre è così e per questo mettiamo a confronto due recenti provvedimenti emessi dal Tribunale di Venezia in due contenziosi paralleli (promossi da due condomini del medesimo condominio contro lo stesso appaltatore e lo stesso venditore), decisioni che sono andate in senso opposto seppur in entrambi i casi era in discussione la presenza dei requisiti del fumus boni iuris e periculum in mora.
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sabato 2 marzo 2019

Mutui Usurari e Interessi di Mora

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Molto spesso nei commenti che si leggono in tema di mutui usurari si sostiene che le sentenze (Cass. 9 gennaio 2013, n. 350) indicherebbero che i mutui hanno interessi usurari ove la somma tra gli interessi corrispettivi e gli interessi di mora sia superiore al tasso soglia d'usura del mutuo.
Ovviamente può essere normale che il debitore che subisce l’esecuzione per il mancato pagamento di mutui tenti la strada della contestazione (ad esempio con l'opposizione all'esecuzione), affermando che si tratti di mutui usurari, anche quando l’esito sia difficilmente prevedibile perché fondato su una tesi innovativa quale quella della sommatoria tra interessi corrispettivi e interessi di mora appunto nei mutui usurari.
Mi capita sempre più spesso, però, di avere contatti con persone che sono in regola con i pagamenti dei mutui e intendono agire comunque in tal modo per contestare che si tratti di mutui con interessi usurari: e, spesso, mi riferiscono di volerlo fare avendo avuto notizie che si tratta di una strada certa.
A mio avviso, invece, in materia di usura bancaria la tesi per la quale i mutui sarebbero usurari ove la somma del tasso degli interessi corrispettivi e di mora superi la soglia d'usura è sbagliata: su tale aspetto tornerò subito.
Un dato è però obiettivo, vale a dire che si tratta quantomeno di una tesi incerta: credo, dunque, che chi intende agire formulando tale contestazione sugli interessi usurari dei mutui debba essere informato dei rischi che si assume, vale a dire quello di far valere un orientamento non adeguatamente confermato, che potrebbe portare al rigetto della domanda e ai conseguenti oneri per spese legali e di perizie eventualmente disposte in corso di giudizio.
Per altro verso, non di rado, già gli interessi di mora pattuiti nei mutui usurari sono superiori al tasso soglia d'usura: in tale ipotesi di mutui usurari la contestazione è più facile, essendo riconosciuta l'usura del tasso degli interessi di mora dalla Cassazione.
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giovedì 28 febbraio 2019

Anatocismo e Anatocismo Bancario

L'anatocismo rappresenta una delle problematiche più diffuse che coinvolgono i contenziosi, specie tra la banca e i propri clienti. Qual è il significato di anatocismo bancario? Si tratta di quel fenomeno per il quale gli interessi maturati nel conto corrente bancario vengono addebitati nel conto medesimo, divenendo una somma sulla quale successivamente maturano ulteriori interessi. L'anatocismo bancario è stato ritenuto illegittimo dalla Corte di Cassazione dal 1999, ma è stato successivamente autorizzato per legge a determinate condizioni: in particolare la delibera CICR del 9.2.2000 ha fissato il principio per cui sono valide le pattuizioni del contratto bancario che prevedano l'anatocismo purché vi sia la stessa periodicità nella capitalizzazione degli interessi attivi e quelli passivi. Resta il fatto che si tratta di un istituto sul quale permane una forte conflittualità: cerchiamo di capire le ragioni di tali problematiche riguardanti l'anatocismo bancario.



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La clausola floor inserita in un Mutuo è illegittima?

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La Clausola Floor nei contratti di mutuo è illegittima? Nei contenziosi bancari spesso si discute della legittimità della clausola (floor) contenuta in un mutuo a tasso variabile che preveda, in ipotesi di variazioni verso il basso del tasso stesso, un limite minimo sotto il quale il tasso del mutuo non possa andare.
E' evidente come una clausola floor di questo tipo contenuta nel mutuo sia inserita nell'interesse della banca che eroga il finanziamento e possa comportare per il cliente maggiori costi rispetto a quelli che vi sarebbero stati senza la pattuizione di tale clausola floor: in caso di diminuzione del tasso al di sotto del minimo previsto (floor), secondo il sistema di calcolo inserito nel contratto di mutuo, il cliente dovrebbe comunque pagare i maggiori interessi stabiliti appunto dalla clausola floor.
Le questioni che si pongono sono plurime: l'inserimento di una clausola floor sottende la conclusione di uno strumento finanziario per il quale si applica il TUF e quindi è legittimo solo alle condizioni previste da quella disciplina? oppure la clausola floor non altera la natura del contratto di finanziamento? se in un mutuo viene inserita una clausola floor è necessaria la specifica sottoscrizione trattandosi di una clausola vessatoria? in definitiva, è valida o invece la clausola floor inserita in un mutuo è illegittima?


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mercoledì 27 febbraio 2019

Usura Soggettiva

Nelle causa di Usura Bancaria talvolta si discute dell'usurarietà che deriva non tanto dal superamento del tasso soglia quanto dalla presenza di ulteriori circostanze che renderebbero gli interessi comunque sproporzionati (usura soggettiva). La situazione è delicata perché, chiaramente, mentre nell'usura oggettiva il tasso soglia rappresenta un dato obiettivo con cui confrontarsi, nell'usura soggettiva (in concreto) occorre determinare quali siano le circostanze che fanno ritenere comunque usurario il tasso pattuito entro soglia.

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martedì 26 febbraio 2019

Manipolazione Euribor e invalidità del tasso del mutuo. Sentenze: il Tribunale di Venezia esclude che il tasso del mutuo si illegittimo

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Spesso, nei contenziosi bancari, ci si chiede se la supposta manipolazione dell'Euribor (un'intesa restrittiva della concorrenza tra gli istituti di credito per controllare l'Euribor) possa incidere nella validità del tasso contrattuale del mutuo che utilizzi tale parametro Euribor per calcolare appunto il tasso del mutuo: generalmente ciò avviene nei mutui che hanno un tasso variabile, calcolato sulla base dell'Euribor e con l'applicazione di uno spreed. La questione nesce da alcuni provvedimenti della Commissione Europea sull'ipotizzato cartello tra banche e concernente appunto la determinazione dell'Euribor. La questione però è complessa perché, per far valere il supposto cartello e quindi l'illegittimità dell'Euribor e l'eventuale fatto che il tasso del mutuo sia illegittimo, occorre non solo provare che tale cartello vi sia stato e vi sia stata la supposta manipolazione dell'Euribor ma soprattutto che anche l'istituto di credito con il quale si è sottoscritto il mutuo abbia partecipato a un tale accordo contrario alle regole della concorrenza.


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giovedì 21 febbraio 2019

Delibera CICR 9 febbraio 2000, Conto Corrente e Anatocismo Bancario

Una delle problematiche più diffuse nei contenziosi di Anatocismo Bancario, insieme a quella della prescrizione dell'anatocismo, attiene alla possibilità di considerare valida la capitalizzazione trimestrale degli interessi per i contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della delibera CICR 9 febbraio 2000 laddove la banca si sia adeguata a tale delibera CICR, introducendo appunto l’anatocismo.
Come evidenziato in altri post, generalmente le cause di anatocismo bancario possono coinvolgere solo i contratti di conto corrente anteriori alla delibera CICR 9 febbraio 2000: per quelli successivi, come noto, proprio tale delibera CICR ha concesso la facoltà alle banche di prevedere l’anatocismo bancario purché quello attivo e quello passivo abbiano la stessa periodicità.
Ma per i contratti di conto corrente stipulati prima dell’entrata in vigore della delibera CICR 9 febbraio 2000 è possibile e a quali condizioni considerare valida una nuova previsione di anatocismo bancario da parte della banca?
Vi sono molte possibili risposte elaborate nel tempo dalle sentenze: il Tribunale di Venezia ha recentemente espresso una nuova e innovativa posizione.

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Avv. Prof. Marco Ticozzi

Avv. Prof. Marco Ticozzi

Avv. Prof. Marco Ticozzi

Professore Aggregato di Diritto Privato presso l'Università Ca' Foscari Venezia

Avvocato Cassazionista iscritto all'Ordine degli Avvocati di Venezia con studio a Mestre Venezia, Treviso, Vicenza.



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