venerdì 29 marzo 2019

Calcolo Anatocismo

Oramai è divenuta di attualità la questione dell’anatocismo bancario e in particolare quella del calcolo dell’anatocismo. Spesso i clienti della banca, soprattutto quando si trovano in difficoltà o hanno ricevuto un decreto ingiuntivo da parte della banca, vanno alla ricerca di chi sia in grado di effettuare un calcolo dell’anatocismo, ovviamente da utilizzare per evitare il pagamento.
Una rapida ricerca in internet mostra come su tale questione del calcolo dell'anatocismo si diffondono le proposte di diversi soggetti, oramai anche organizzati in forma societaria. Le proposte sono le più differenziate e talvolta addirittura gratuite. Ma come valutarle e assicurarsi che il calcolo dell’anatocismo sia corretto?

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martedì 26 marzo 2019

Chi Paga i Debiti dei Condomini Morosi?


Uno degli aspetti problematici dei rapporti tra condomini, riguarda la responsabilità solidale per i debiti relativi alla gestione del condominio. Il problema è quello di dare risposta alla domada: chi paga i debiti dei condomini morosi? Mentre precedentemente non vi era una disciplina apposita, discutendosi se il creditore del condominio potesse richiedere il pagamento a ogni condomino per la sola sua quota o se potesse agire per l'intero credito, la recente riforma della disciplina del condominio approvata con Legge 11.12.2012 n. 220 è intervenuta sul tema. E' stato così modificato l’art. 63 disp. att. c.c., che ha fissato un vincolo solidale tra i condomini per le obbligazioni contratte dall’amministratore, pur essendo stati posti dei limiti al creditore che agisca per il recupero del suo credito. La previsione, infatti, indica che «per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea, l’amministratore, senza bisogno di autorizzazione di questa, può ottenere un decreto di ingiunzione immediatamente esecutivo, nonostante opposizione, ed è tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi. I creditori non possono agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti, se non dopo l’escussione degli altri condomini».

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domenica 17 marzo 2019

Fallimento, Ammissione al Passivo e Decreto Ingiuntivo privo dell’Esecutorietà ex art. 647 cpc


Una recente sentenza della Cassazione (Cass. 27 gennaio 2014, n. 1650) torna sull’oramai noto problema relativo all’opponibilità alla curatela fallimentare in sede di ammissione al passivo del decreto ingiuntivo notificato e non opposto prima del fallimento del debitore, al quale però manchi il provvedimento di esecutività ex art. 647 cpc.
Il problema è rilevante per più ragioni giacché, se il decreto ingiuntivo non è opponibile, non è possibile procedere all’ammissione al passivo del fallimento delle spese liquidate e neppure riconoscere privilegi che derivino da tale provvedimento, come l’ipoteca iscritta in forza del decreto ingiuntivo emesso provvisoriamente esecutivo che non sia dichiarato definitivo ex art. 647 cpc (proprio questo era il caso oggetto di causa). Resterebbe la possibilità di riconoscere il credito in via chirografaria, peraltro solo ove siano prodotti i relativi documenti giustificativi, stante appunto la non opponibilità del decreto ingiuntivo al fallimento.
Inoltre, la decisione è molto interessante anche in merito alla posizione che prende sulle possibili alternative: è opponibile il decreto ingiuntivo per il quale il cancelliere attesti non essere stata proposta opposizione nei termini prima del fallimento? O, ancora, è opponibile il decreto ingiuntivo i cui termini di opposizione siano scaduti prima del fallimento e per il quale la dichiarazione di esecutività sia successiva al fallimento?


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venerdì 15 marzo 2019

Usura degli Interessi di Mora calcolati sulla rata comprensiva di Interessi Corrispettivi

anatocismo e usura
Abbiamo affrontato in specifici post, ai quali rinviamo, la questione dell’Anatocismo e dell'Usura Bancaria.
Una delle problematiche sottovalutate nei contenziosi di Anatocismo e Usura è quella dell’incidenza della capitalizzazione degli interessi nel calcolo dell’usura bancaria. Può infatti accadere che gli interessi vengano conteggiati non solo sul capitale ma anche su ulteriori interessi già scaduti e capitalizzati (anatocismo). Dunque, l’interesse concreto addebitato potrebbe non essere appunto il solo tasso pattuito calcolato sul capitale ma qualcosa di ulteriore, essendovi anche l’interesse calcolato sul precedente interesse capitalizzato tramite l'anatocismo.
Il dubbio che ne deriva è se tale meccanismo di calcolo sia legittimo o se comporti l’addebito di interessi in definitiva maggiori di quelli che sarebbero corretti (i soli interessi sul capitale, senza la capitalizzazione che deriva dall'anatocismo): ove si propenda per l’illegittimità di tale meccanismo, si potrebbe poi ritenere che vi sia usura laddove l’insieme degli oneri addebitati (interessi sul capitale e interessi sugli interessi capitalizzati tramite l'anatocismo) rapportati al capitale (effettivo) superi il trasso soglia d'usura.


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martedì 5 marzo 2019

Accertamento tecnico preventivo (ATP): Rigetto per mancanza del fumus boni iuris o del periculum in mora.

rigetto atp accertamento tecnico preventivo inammissibile tribunale venezia treviso vicenza
Ad inizio professione, quando mi è capitato di battermi per il rigetto di una richiesta di un accertamento tecnico preventivo (ATP), un legale con molta esperienza mi ha detto che era inutile perché un accertamento tecnico preventivo (ATP) non si nega a nessuno. In effetti, seppur si ritenga che l'ammissione dell'accertamento tecnico preventivo (ATP) richieda la presenza dei comuni requisiti dei provvedimenti cautelari (fumus boni iuris e periculum in mora), è raro che venga negata una tale indagine peritale: ciò anche nel caso in cui l'infondatezza della domanda di merito possa apparire evidente, come per esempio ove sia maturato il termine di prescrizione. Non sempre è così e per questo mettiamo a confronto due recenti provvedimenti emessi dal Tribunale di Venezia in due contenziosi paralleli (promossi da due condomini del medesimo condominio contro lo stesso appaltatore e lo stesso venditore), decisioni che sono andate in senso opposto seppur in entrambi i casi era in discussione la presenza dei requisiti del fumus boni iuris e periculum in mora.
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sabato 2 marzo 2019

Mutui Usurari e Interessi di Mora

usura mutui usurari
Molto spesso nei commenti che si leggono in tema di mutui usurari si sostiene che le sentenze (Cass. 9 gennaio 2013, n. 350) indicherebbero che i mutui hanno interessi usurari ove la somma tra gli interessi corrispettivi e gli interessi di mora sia superiore al tasso soglia d'usura del mutuo.
Ovviamente può essere normale che il debitore che subisce l’esecuzione per il mancato pagamento di mutui tenti la strada della contestazione (ad esempio con l'opposizione all'esecuzione), affermando che si tratti di mutui usurari, anche quando l’esito sia difficilmente prevedibile perché fondato su una tesi innovativa quale quella della sommatoria tra interessi corrispettivi e interessi di mora appunto nei mutui usurari.
Mi capita sempre più spesso, però, di avere contatti con persone che sono in regola con i pagamenti dei mutui e intendono agire comunque in tal modo per contestare che si tratti di mutui con interessi usurari: e, spesso, mi riferiscono di volerlo fare avendo avuto notizie che si tratta di una strada certa.
A mio avviso, invece, in materia di usura bancaria la tesi per la quale i mutui sarebbero usurari ove la somma del tasso degli interessi corrispettivi e di mora superi la soglia d'usura è sbagliata: su tale aspetto tornerò subito.
Un dato è però obiettivo, vale a dire che si tratta quantomeno di una tesi incerta: credo, dunque, che chi intende agire formulando tale contestazione sugli interessi usurari dei mutui debba essere informato dei rischi che si assume, vale a dire quello di far valere un orientamento non adeguatamente confermato, che potrebbe portare al rigetto della domanda e ai conseguenti oneri per spese legali e di perizie eventualmente disposte in corso di giudizio.
Per altro verso, non di rado, già gli interessi di mora pattuiti nei mutui usurari sono superiori al tasso soglia d'usura: in tale ipotesi di mutui usurari la contestazione è più facile, essendo riconosciuta l'usura del tasso degli interessi di mora dalla Cassazione.
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Avv. Prof. Marco Ticozzi

Avv. Prof. Marco Ticozzi

Avv. Prof. Marco Ticozzi

Professore Aggregato di Diritto Privato presso l'Università Ca' Foscari Venezia

Avvocato Cassazionista iscritto all'Ordine degli Avvocati di Venezia con studio a Mestre Venezia, Treviso, Vicenza.



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