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Marco Ticozzi

Danno non patrimoniale: liquidazione e personalizzazione

23 ottobre 2021

Danno non patrimoniale: liquidazione e personalizzazione. La recente sentenza della Corte d’Appello di Venezia 30 settembre 2021, Presidente Micochero, relatore Gazzillo si sofferma sulla liquidazione e calcolo nonché sulla personalizzazione del danno non patrimoniale. Quando è possibile liquidare il danno non patrimoniale discostandosi dai criteri usuali di liquidazione al fine di consentire una sua personalizzazione?

Danno non patrimoniale, calcolo liquidazione e personalizzazione
Personalizzazione danno non patrimoniale


Danno non patrimoniale: Corte Appello di Venezia 30 settembre 2021 introduzione

 

La sentenza in commento muove dal motivo di appello con il quale si censurava l’erronea liquidazione e il calcolo del danno non patrimoniale, che non avrebbe adeguatamente considerato la necessità di una sua personalizzazione. In particolare della Corte d’Appello di Venezia 30 settembre 2021 sul pregiudizio non patrimoniale evidenzia che “l'appellante censura la pronuncia sotto il profilo della errata quantificazione del danno non patrimoniale subito e, in particolare, lamenta la mancata valorizzazione di tutti i profili di danno patiti, correlati alle gravi conseguenze a lei derivate dal sinistro, e della peculiarità degli stessi ai fini di un'adeguata personalizzazione del danno.

Afferma che il primo giudice non avrebbe tenuto conto del lungo percorso di cure al quale si era dovuta sottoporre, dell'impossibilità di essere autosufficiente e delle sofferenze fisiche e psichiche patite, oltre che del danno esistenziale e alla vita di relazione derivato” (Corte d’Appello di Venezia 30 settembre 2021 sul pregiudizio non patrimoniale, calcolo, liquidazione e personalizzazione).

 

Danni non patrimoniali: Corte Appello di Venezia 30 settembre 2021 su personalizzazione del calcolo

 

Corte d’Appello di Venezia 30 settembre 2021 sul danno non patrimoniale ha ritenuto che si potesse ritenere “congruo il risarcimento liquidato in favore della ricorrente e [risultando] altresì giustificata la mancata applicazione di un incremento a titolo di personalizzazione, avendo il tribunale fatta corretta applicazione di consolidati principi giurisprudenziali in materia”.

Ma, appunto, quando è possibile nel calcolo e nella liquidazione del danno non patrimoniale procedere a una personalizzazione?

Corte d’Appello di Venezia 30 settembre 2021 sul calcolo, sulla liquidazione e personalizzazione del danni non patrimoniali ricorda anzitutto che “in tema di danno non patrimoniale da lesione della salute, la misura "standard" del risarcimento prevista dalla legge o dal criterio equitativo uniforme adottato negli uffici giudiziari di merito (nella specie, le tabelle milanesi) può essere incrementata dal giudice, con motivazione analitica e non stereotipata, solo in presenza di conseguenze anomale o del tutto peculiari (tempestivamente allegate e provate dal danneggiato), mentre le conseguenze ordinariamente derivanti da pregiudizi dello stesso grado sofferti da persone della stessa età non giustificano alcuna "personalizzazione" in aumento (Cass. n. 28988/2019)” (Corte d’Appello di Venezia 30 settembre 2021 sui danni non patrimoniali, calcolo, liquidazione e personalizzazione).

Nella caso esaminato dalla sentenza in commento, invece, l'appellante insisteva nell'affermare che, nella quantificazione del risarcimento da liquidare, il primo giudice non avrebbe temuto conto di tutte le peculiarità del caso concreto.

Ma la Corte d’Appello nella sentenza qui esaminata ritiene che non fosse stata offerta la prova dell’esistenza di dati di fatto tali da ritenere dovuta una personalizzazione. In particolare, si ricorda al riguardo che nella “motivazione della pronuncia gravata non vi è alcun cenno al possibile riconoscimento di un danno in termini morali ed esistenziali ed anzi il giudice evidenzia che la parte ricorrente non ha formulato istanze di prova orale, sicché la causa non poteva che essere decisa, in punto quantum debeatur, sulla base degli accertamenti e delle conclusioni del c.t.u. medico-legale incaricato. A tale riguardo mette conto, inoltre, rilevare che neppure dalla c.t.u. medico legale della dott.ssa Sterzi emergono dati concreti in merito a particolari disagi e sofferenze patite dalla R.” (Corte d’Appello di Venezia 30 settembre 2021 sul danno non patrimoniale, calcolo, liquidazione e personalizzazione).

 

Danno non patrimoniale: quando nel calcolo è possibile la personalizzazione dei danni non patrimoniali?

 

L’aspetto più interessante di Corte d’Appello di Venezia 30 settembre 2021 sul danno non patrimoniale, liquidazione e personalizzazione, è quello che riguarda l’indicazione di quando sia possibile una tale personalizzazione.

La sentenza sul pregiudizio non patrimoniale ricorda, anzitutto, che “invero i patemi d'animo e la sofferenza psichica interiore cagionati dal fatto illecito del terzo sono normalmente assorbiti in caso di liquidazione del danno biologico, cui viene riconosciuta "portata tendenzialmente omnicomprensiva"” (Corte d’Appello di Venezia 30 settembre 2021 sul danno non patrimoniale, liquidazione e personalizzazione).

Viceversa, in linea generale, “gli aspetti o voci di danno non patrimoniale, specificamente attinenti alla sfera di relazione della persona (relativi ad esempio all'ambito affettivo familiare, ai rapporti sociali, alle attività di carattere culturale religioso, nonché agli svaghi e al tempo libero), ove non già considerati dal giudice ai fini della liquidazione del danno biologico, ben possono configurare un'autonoma voce di danno non patrimoniale (cd. danno esistenziale), allorquando la sofferenza e il dolore non rimangono più allo stato intimo, ma evolvano, seppure non in "degenerazioni patologiche" integranti il danno biologico, in pregiudizi concernenti aspetti relazionali della vita, quali il (radicale) cambiamento di vita, l'alterazione o il cambiamento della personalità del soggetto, lo sconvolgimento dell'esistenza (Cass. Civ. sez. III, ord. n. 2056 del 29.1.2018)” (Corte d’Appello di Venezia 30 settembre 2021 sui danni non patrimoniali, calcolo, liquidazione e personalizzazione).

Come noto, infatti, oramai da tempo è avvertita la necessità di evitare che la considerazione di diversi profili di danno non patrimoniale porti a una liquidazione non corretta.

Da tale profilo, quindi, pare corretta l’indicazione che proviene da questa sentenza circa la liquidazione e la personalizzazione del pregiudizio non patrimoniale: la personalizzazione e il discostamento dai criteri ordinari può esservi solo in presenza di conseguenze anomale o del tutto peculiari, non potendosi procedere alla personalizzazione in presenza di “conseguenze ordinariamente derivanti da pregiudizi dello stesso grado sofferti da persone della stessa età”.

di Marco Ticozzi

 

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