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Marco Ticozzi

Simulazione e Revocatoria Separazione consensuale

5 luglio 2022

Simulazione e Revocatoria Separazione consensuale dei coniugi. Con una certa frequenza ci si chiede se la separazione consensuale dei coniugi si impugnabile ad esempio con l’azione di simulazione o con una revocatoria.

La recentissima sentenza Cass. 12 maggio 2022, n. 15169 in modo molto approfondito fa il punto sulla questione della Simulazione e Revocatoria Separazione consensuale o giudiziale dei coniugi: la sentenza conferma che la sentenza e l’omologa non precludono l’impugnazione degli accordi sottostanti.

Simulazione e Revocatoria Separazione consensuale dei coniugi
Simulazione e Revocatoria Separazione consensuale dei coniugi

Simulazione e Revocatoria Separazione consensuale dei coniugi: introduzione

 

La sentenza Cass. 12 maggio 2022, n. 15169, che si esprime sulla Simulazione e Revocatoria Separazione consensuale dei coniugi, premette anzitutto che “la S.C. non ha mai dubitato della esperibilità dell'azione di simulazione o dell'actio pauliana in relazione ad atti traslativi riversati negli accordi di separazione consensuale o di divorzio congiunto (v. Cass. 23/03/2004, n. 5741; 26/07/2005, n. 15603; 14/03/2006, n. 5473; 12/04/2006, n. 8516; 20/03/2008, n. 7450; con riferimento alla revocatoria fallimentare, Cass., 13/05/2008, n. 11914; Cass., 10/04/2013, n. 8678; Cass., 05/07/2018, n. 17612)” (Cass. 12 maggio 2022, n. 15169, su Simulazione e Revocatoria Separazione consensuale dei coniugi).

Sempre Cass. 12 maggio 2022, n. 15169, che si esprime sulla Simulazione e Revocatoria Separazione consensuale dei coniugi ricorda infatti che “nell'ampia motivazione di Cass. 13/04/2006, n. 8516, si era già in particolare significativamente evidenziato come, "in accordo con i postulati della concezione c.d. "privatistica" della separazione consensuale - a cui favore militano tanto il tenore letterale dell'art. 158 c.c., comma 1, e art. 711 c.p.c., comma 4, quanto i limiti ai poteri di controllo del Giudice prefigurati dall'art. 158 c.c., comma 2, - questa Corte (abbia) ripetutamente affermato che l'accordo di separazione costituisce un atto di natura essenzialmente negoziale più precisamente, un negozio giuridico bilaterale a carattere non contrattuale (in quanto privo, almeno nel suo nucleo centrale e salvo quanto appresso si dirà, del connotato della "patrimonialità") rispetto al quale il provvedimento di omologazione si atteggia a mera condizione sospensiva (legale) di efficacia: avendo detto provvedimento la circoscritta funzione di verificare che la convenzione sia compatibile con le norme cogenti ed i principi di ordine pubblico, nonchè di controllare, in termini più pregnanti, che l'accordo relativo all'affidamento e al mantenimento dei figli non contrasti con l'interesse di questi ultimi” (Cass. 12 maggio 2022, n. 15169, su Simulazione e Revocatoria Separazione consensuale dei coniugi).

La conseguenza è quindi quella che l'avvenuta omologazione lascia impregiudicata “la facoltà delle parti di esperire nei confronti della convenzione l'azione di annullamento per vizi della volontà, in base alle regole generali (Cass., 29 marzo 2005, n. 6625; Cass., 4 settembre 2004, n. 17902; Cass., 20 novembre 2003, n. 17607; Cass., 5 marzo 2001, n. 3149)” (Cass. 12 maggio 2022, n. 15169, su Simulazione e Revocatoria Separazione consensuale dei coniugi) (Cass. 12 maggio 2022, n. 15169, su Simulazione e Revocatoria Separazione consensuale dei coniugi).

 

Simulazione separazione: i precedenti sulla impugnabilità dell’accordo consensuale omologato

 

Cass. 12 maggio 2022, n. 15169, che si esprime sulla Simulazione e Revocatoria Separazione consensuale dei coniugi ricorda anzitutto numerose precedenti sentenze che hanno confermato come la separazione consensuale anche omologata sia impugnabile anche per simulazione o con l’azione revocatoria:

-          Le pattuizioni contenute in una separazione consensuale omologata “ben possono rivelarsi lesive, in concreto, dell'interesse dei creditori all'integrità della garanzia patrimoniale del coniuge disponente eventualità nella quale nessun ostacolo testuale o logico - giuridico si frappone alla loro impugnazione - ove ricorrano i relativi presupposti - tramite azione revocatoria, tanto ordinaria (cfr., al riguardo, Cass., 23 marzo 2004, n. 5741) che fallimentare”;

-          “Tali azioni non possono ritenersi precluse, difatti, nè dall'avvenuta omologazione dell'accordo di separazione, cui resta affatto estranea la funzione di tutela dei terzi creditori, e che, per quanto detto, lascia comunque inalterata la natura negoziale della pattuizione) nè - contrariamente a quanto assume l'odierna ricorrente - dalla pretesa "inscindibilità" della pattuizione stessa dal complesso delle altre condizioni della separazione”;

-          “È del tutto evidente, in effetti, che nell'ipotesi considerata si discute non già di una (peraltro difficilmente concepibile) revocatoria "della" separazione, quanto piuttosto di una revocatoria "nella" separazione: l'impugnativa mira a colpire, cioè, non la separazione in sè, ma il segmento della fattispecie complessa in cui si annida il vulnus alle aspettative di soddisfacimento dal ceto creditorio”.

 

Revocatoria separazione consensuale: il precedente di Cass. 30/08/2019, n. 21839 sulla simulazione

 

Sempre Cass. 12 maggio 2022, n. 15169, che si esprime sulla Simulazione e Revocatoria Separazione consensuale dei coniugi richiama poi il precedente di Cass. 30/08/2019, n. 21839, che conteneva un importante distinguo: “in tale arresto questa Corte ha affrontato analogo caso di azione di simulazione e subordinata actio pauliana esercitata in relazione ad accordi patrimoniali raggiunti in sede di separazione personale, pervenendo alla cassazione della sentenza di merito che tali domande aveva rigettato sul presupposto della non impugnabilità per simulazione dell'accordo di separazione, una volta che risulti intervenuta omologazione da parte dell'autorità giudiziaria” (Cass. 12 maggio 2022, n. 15169, su Simulazione e Revocatoria Separazione consensuale dei coniugi).

In tale sentenza, in particolare, si è distinto tra il contenuto tipico della separazione e gli ulteriori accordi che possono essere contenuti nella separazione consensuale: “l'accordo mediante il quale i coniugi pongono consensualmente termine alla convivenza può racchiudere ulteriori pattuizioni, distinte da quelle che integrano il suo contenuto tipico predetto e che ad esso non sono immediatamente riferibili: si tratta di quegli accordi che sono ricollegati, si potrebbe dire, in via soltanto estrinseca con il patto principale, relativi a negozi i quali, pur trovando la loro occasione nella separazione consensuale, non hanno causa in essa, risultando semplicemente assunti "in occasione" della separazione medesima, senza dipendere dai diritti e dagli obblighi che derivano dal perdurante matrimonio, ma costituendo espressione di libera autonomia contrattuale (nel senso che servono a costituire, modificare od estinguere rapporti giuridici patrimoniali: art. 1321 c.c.), al fine di regolare in modo tendenzialmente completo tutti i pregressi rapporti, e che sono del tutto leciti, secondo le ordinarie regole civilistiche negoziali e purchè non ledano diritti inderogabili".

E sul punto la sentenza indica che "ben possono allora dette pattuizioni - quelle aventi causa concreta e quelle aventi mera occasione nella separazione, le prime volte ad assolvere ai doveri di solidarietà coniugale per il tempo immediatamente successivo alla separazione e le seconde finalizzate semplicemente a regolare situazioni patrimoniali che non è più interesse delle parti mantenere invariate - convivere nello stesso atto: esse si configurano come del tutto autonome e riguardano profili fra di loro pienamente compatibili, sebbene diverso ne sarà il trattamento".

Per questa sentenza “non possono valere le argomentazioni - ostative all'impugnabilità per simulazione della separazione (ad avvenuta omologazione giudiziale della stessa) individuate dalla giurisprudenza di legittimità... e basate sul rilievo che "l'iniziativa processuale diretta ad acquisire l'omologazione, e quindi la condizione formale di coniugi separati, è volta ad assicurare efficacia alla separazione, così da superare il precedente accordo simulatorio, rispetto al quale si pone in antitesi dato che è logicamente insostenibile che i coniugi possano "disvolere" con detto accordo la condizione di separati ed al tempo stesso "volere" l'emissione di un provvedimento giudiziale destinato ad attribuire determinati effetti giuridici a tale condizione" (Cass. 12/09/2014, n. 19319)”.

 

Simulazione Separazione consensuale dei coniugi e Revocatoria: Cass. Sez. U. 29/07/2021, n. 21761

 

Cass. 12 maggio 2022, n. 15169, che si esprime sulla Simulazione e Revocatoria Separazione consensuale dei coniugi, parte nel proprio ragionamento da alcune affermazioni contenute nella sentenza Cass. Sez. U. 29/07/2021, n. 21761:

-          “in caso di separazione consensuale o di divorzio congiunto (o su conclusioni conformi), la sentenza incide sul vincolo matrimoniale, ma sull'accordo tra i coniugi. Essa realizza pertanto - in funzione di tutela dei diritti indisponibili del soggetto più debole e dei figli - un controllo solo esterno su tale accordo, attesa la natura negoziale dello stesso, da affermarsi in ragione dell'ormai avvenuto superamento della concezione che ritiene la preminenza di un interesse superiore e trascendente della famiglia rispetto alla somma di quelli, coordinati e collegati, dei singoli componenti... (Cass., 20/08/2014, n. 18066; Cass., 13/02/2018, n. 10463)”;

-          "a differenza di quanto avviene nel procedimento di separazione consensuale, la domanda congiunta di divorzio dà luogo ad un procedimento che si conclude con una sentenza costitutiva, nell'ambito del quale l'accordo sotteso alla relativa domanda riveste natura meramente ricognitiva, con riferimento alla sussistenza dei presupposti necessari per lo scioglimento del vincolo coniugale della L. n. 898 del 1970, ex art. 3, mentre ha valore negoziale per quanto concerne la prole ed i rapporti economici. Il che consente al tribunale di intervenire su tali accordi soltanto nel caso in cui essi risultino contrari a norme inderogabili, con l'adozione di provvedimenti temporanei ed urgenti e la prosecuzione del giudizio nelle forme contenziose (Cass., 24/07/2018, n. 19540)";

-          "ferma la natura costituiva della sentenza che definisce il procedimento di divorzio a domanda congiunta", la sentenza medesima riveste invece "un valore meramente dichiarativo, o di presa d'atto... quanto alle condizioni "inerenti alla prole ed ai rapporti economici", che la domanda congiunta di divorzio deve "compiutamente" indicare. Fermo il limite invalicabile costituito dalla necessaria mancanza di un contrasto tra gli accordi patrimoniali e norme inderogabili, e dal fatto che gli accordi non collidano con l'interesse dei figli, in special modo se minori".

Per le S.U., quindi, gli accordi dei coniugi hanno natura negoziale e sono equiparabili a pattuizioni atipiche ex art. 1322 c.c., comma 2.

 

Simulazione e Revocatoria Separazione consensuale dei coniugi: la posizione di Cass. 12 maggio 2022, n. 15169

 

Alla luce di quanto ora richiamato, la sentenza Cass. 12 maggio 2022, n. 15169, su Simulazione e Revocatoria Separazione consensuale dei coniugi, indica che “dire che la sentenza di divorzio, su domanda congiunta (o su conclusioni concordi), ha effetto dichiarativo con riferimento agli accordi patrimoniali, significa dire che, per tale parte, l'accordo vive nel mondo del diritto solo quale atto di autonomia negoziale, del quale la sentenza si limita a prendere atto in quanto non ostativo al fine della nuova configurazione del loro status e della disciplina dei loro rapporti” (Cass. 12 maggio 2022, n. 15169, su Simulazione e Revocatoria Separazione consensuale dei coniugi).

Più in particolare, Cass. 12 maggio 2022, n. 15169, su Simulazione e Revocatoria Separazione consensuale dei coniugi, indica che dire che la sentenza di separazione consensuale o divorzio congiunto ha effetto dichiarativo con riferimento agli accordi patrimoniali “significa dire che tale accordo, per tale parte, conserva la natura di atto contrattuale privato frutto della libera determinazione delle parti anche dopo la sentenza e come tale vive nel mondo del diritto in ragione e nei limiti di tale sua natura, rimanendo pertanto soggetto anche agli ordinari rimedi impugnatori negoziali a tutela delle parti stesse del contratto e dei terzi, le cui conseguenze sul piano della disciplina dei rapporti tra i coniugi potranno, se del caso, (invertendo l'ordine di idee seguito dalla sentenza impugnata) solo valere quale mutamento delle condizioni postulate in sede di divorzio congiunto, rilevante ai fini della richiesta di modifica delle condizioni medesime” (Cass. 12 maggio 2022, n. 15169, su Simulazione e Revocatoria Separazione consensuale dei coniugi).

 

Revocatoria e Simulazione Separazione consensuale dei coniugi: conclusioni

 

In definitiva Cass. 12 maggio 2022, n. 15169, su Simulazione e Revocatoria Separazione consensuale dei coniugi, evidenzia come non possa essere di ostacolo alla impugnazione facendo valere la simulazione o la revocatoria il fatto che una eventuale cessione sia trasfusa in un accordo di separazione consensuale o di divorzio congiunto.

Da tale profilo l’esistenza dell’omologa o di una sentenza non è di ostacolo all’azione di simulazione o revocatoria.

Chiaramente, l’eventuale esito positivo di una tale azione esperita dai creditori del coniuge disponente, potrà avere riflessi anche nel rapporto tra gli stessi coniugi, potendo verificarsi che la perdita di efficacia della disposizione. La sentenza, evidenzia correttamente che un tale mutamento della situazione di fatto potrà essere valorizzato nel rapporto tra i coniugi, valendo quale mutamento delle condizioni di fatto che legittimano la richiesta di modifica delle condizioni di separazione o divorzio.

Di Marco Ticozzi

 


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