Scioglimento dell'unione civile: procedura e tempi
Lo scioglimento dell’unione civile prevede procedure e tempi
specifici, che si differenziano però sulla base del tipo di scioglimento, se
consensuale o giudiziale.
Nel primo caso, per ovvi motivi, le tempistiche saranno più
brevi grazie all’accordo raggiunto tra le parti. La situazione è più complessa,
invece, nella seconda ipotesi. Nelle prossime righe, dunque, vedremo tutti i
dettagli di queste due tipologie di scioglimento.

Scioglimento unione civile consensuale
L’unione civile può essere sciolta congiuntamente nel
momento in cui i due partner decidono di comune accordo per lo
scioglimento del loro legame.
Questo è possibile solamente dopo aver raggiunto
l’accordo sulle condizioni da applicare, anche di tipo economico e
patrimoniale.
Lo scioglimento consensuale è chiaramente più vantaggioso di
quello giudiziale, perché più rapido ed economico, ma anche perché consente
alle parti di regolare qualsiasi questione in maniera personalizzata.
La procedura di scioglimento consensuale in Tribunale, inizia
con la dichiarazione di scioglimento da depositare presso l’Ufficiale
di Stato Civile del proprio comune di residenza.
Passati tre mesi si può procedere con un ricorso, effettuato
da parte di un avvocato, che dovrà contenere i motivi e le condizioni che
regolano lo scioglimento. Generalmente l’udienza di comparizione richiede
da 1 a 4 mesi rispetto al deposito del ricorso.
Per quanto riguarda la procedura dinanzi all’Ufficiale di
Stato Civile, le tempistiche possono variare a seconda del Comune di residenza.
La documentazione necessaria per lo scioglimento sarà il certificato di unione civile, lo stato di famiglia di entrambi i congiunti, il certificato di residenza di entrambe le parti, una copia del documento di identità e del codice fiscale degli uniti e le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni.
Scioglimento unione civile giudiziale
Lo scioglimento dell’unione civile giudiziale è una
procedura con tempi variabili sulla base della conflittualità tra gli uniti.
Trattandosi di un procedimento in cui le parti non sono
d’accordo, lo scioglimento deve essere chiesto attraverso un ricorso da
depositare in Tribunale con l’assistenza di un avvocato divorzista. Si deve
procedere con lo scioglimento giudiziale quando gli uniti, in maniera civile,
non trovano accordo sulle condizioni oppure solo uno dei due intende fare lo
scioglimento.
Il procedimento di scioglimento giudiziale può cominciare
solamente dopo tre mesi dalla comunicazione all’Ufficiale di stato civile.
Trascorso tale termine è possibile depositare il ricorso per poi notificarlo
all’altra parte. Rispetto alla procedura congiunta che può terminare nel giro
di qualche mese, (a anche in poche settimane in caso di negoziazione assistita),
le tempistiche di un procedimento giudiziale sono più difficili da determinare,
dal momento che il processo potrebbe durare anche degli anni.
Anche la documentazione da presentare è decisamente più “ricca” rispetto a un procedimento consensuale.
In aggiunta ai documenti elencati in precedenza, infatti, a
seconda delle questioni da trattare, potrebbero essere richiesti resoconti
spese, estratti conti italiani ed esteri, polizze sulla vita, documenti
attestanti proprietà immobiliari, contratti di lavoro, benefit aziendali, buste
paghe e molto altro ancora.
I certificati necessari possono essere depositati in carta libera per uso separazione o divorzio, e per questo motivo, ad eccezione dei diritti di segreteria, pari a pochi centesimi, non ci sono altri costi da sostenere perché esenti da imposta da bollo.