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Chi sono gli eredi legittimi e come si calcolano le quote

21 luglio 2025

Eredi legittimi: chi sono, definizione e quote. Si tratta dei soggetti ai quali la legge attribuisce l’eredità quando manca un testamento, oppure quando quest’ultimo è incompleto. Ma in che ordine si succede e come si dividono le quote? In questa guida chiara ed esaustiva scoprirai chi ha diritto a subentrare e secondo quali criteri, evitando errori frequenti e comprendendo le regole della successione legittima previste dal codice civile.

Eredi legittimi

Successione senza testamento: quando si applica

La successione legittima entra in gioco in assenza di un testamento valido o qualora il testamento non regoli l’intera eredità. In queste situazioni, l’eredità del defunto viene devoluta secondo le disposizioni previste dal codice civile. Si tratta quindi di una modalità “di default” della trasmissione patrimoniale, regolata dalla legge quando il defunto (detto “de cuius”) non ha lasciato indicazioni volontarie, oppure ne ha lasciate solo parziali.

L’apertura della successione legittima avviene dunque in due ipotesi: quando non è stato redatto alcun testamento, oppure quando il testamento non dispone su tutti i beni, lasciando delle porzioni del patrimonio prive di destinazione. In quest’ultimo caso, si parla di “successione mista”, poiché una parte dell’eredità è regolata dal testamento e l’altra dalla legge.

Questa modalità successoria è disciplinata principalmente dall’art. 565 del codice civile, che indica gli aventi diritto in un preciso ordine. È importante ricordare che la successione legittima si attiva automaticamente: non richiede un’esplicita volontà, ma si fonda sulla constatazione della mancanza (totale o parziale) di un testamento efficace. È in questo contesto che entra in gioco la figura degli eredi legittimi.

Eredi legittimi chi sono e in che ordine si succede

Gli eredi legittimi sono le persone indicate dalla legge per ricevere il patrimonio del defunto in mancanza di disposizioni testamentarie. La loro individuazione non è casuale: il legislatore ha previsto un ordine preciso, che rispetta legami di sangue e rapporti di coniugio. Questo ordine deve essere osservato rigorosamente: la presenza di un erede di grado superiore esclude quelli di grado inferiore.

Secondo l’art. 565 c.c., l’ordine è il seguente:

  • Il coniuge (o la parte dell’unione civile);
  • I discendenti (figli, nipoti);
  • Gli ascendenti (genitori, nonni);
  • I collaterali (fratelli, sorelle);
  • Gli altri parenti fino al sesto grado;
  • Lo Stato.

È possibile che più soggetti appartengano allo stesso grado e concorrano tra loro, ad esempio più figli, oppure fratelli e sorelle. In tal caso, l’eredità si divide in quote uguali, salvo disposizioni diverse della legge. La presenza di una categoria esclude sempre quelle successive: ad esempio, se vi sono figli, non avranno diritto né i genitori né i fratelli del defunto.

Questo sistema serve a garantire che l’eredità rimanga, per quanto possibile, all’interno della famiglia più vicina al defunto, secondo una gerarchia che riflette il grado di parentela o legame personale.

Differenze tra eredi legittimi e legittimari

Uno degli equivoci più comuni in ambito successorio riguarda la confusione tra “eredi legittimi” e “legittimari”. Sebbene possano coincidere nei soggetti coinvolti, si tratta di due categorie distinte e disciplinate da principi diversi. Capire questa distinzione è fondamentale per evitare errori, soprattutto quando si redige o si interpreta un testamento.

Gli eredi legittimi sono quelli previsti dalla legge in assenza di testamento: ricevono l’eredità perché non esiste una disposizione testamentaria che stabilisca diversamente. Si tratta, come già detto, del coniuge, dei figli, dei genitori, dei fratelli e, in mancanza, dei parenti più lontani fino al sesto grado.

I legittimari, invece, sono soggetti ai quali la legge riserva comunque una parte del patrimonio del defunto, anche contro la sua volontà. Sono il coniuge, i figli e, in assenza di figli, i genitori. La loro quota (detta “legittima”) non può essere eliminata o ridotta oltre certi limiti nemmeno con il testamento. In caso contrario, il testamento è impugnabile per lesione di legittima.

Questo significa che un figlio, anche se escluso dal testamento, potrà comunque agire legalmente per ottenere la sua quota. Al contrario, un fratello o un parente collaterale non legittimario potrà essere escluso del tutto, se esiste un testamento valido.

Quote ereditarie per coniuge, figli, genitori e altri

La suddivisione dell’eredità tra gli eredi legittimi non è sempre uguale: dipende da chi sopravvive al defunto e da quali rapporti familiari esistono. Il codice civile stabilisce quote precise per ciascuna categoria, che variano a seconda della composizione familiare e dell’eventuale concorso tra eredi dello stesso o diverso grado.

Il coniuge è sempre uno degli eredi principali. Se concorre con un solo figlio, ha diritto alla metà dell’eredità; se i figli sono due o più, il coniuge riceve un terzo e i figli si dividono i restanti due terzi in parti uguali. In assenza di figli, ma con la presenza di ascendenti o fratelli e sorelle, il coniuge ha diritto a due terzi dell’eredità: in ogni caso, però, ai genitori spettano almeno un quarto del patrimonio.

I figli succedono sempre in parti uguali, indipendentemente dal fatto che siano nati nel matrimonio o fuori. Anche i figli adottivi e i nascituri concepiti sono inclusi. In mancanza del coniuge, i figli ricevono l’intera eredità.

Se non ci sono né coniuge né figli, subentrano i genitori o, in loro mancanza, altri ascendenti, fratelli e sorelle, e via via parenti più lontani. L’assenza totale di eredi fa sì che l’intera eredità venga acquisita dallo Stato, che però risponde solo nei limiti del valore dei beni ricevuti.

Come si calcola l’eredità in assenza di testamento

Il calcolo delle quote nella successione legittima richiede un’analisi attenta della situazione familiare del defunto. Non si tratta solo di individuare gli eredi, ma anche di valutare l’entità dell’attivo ereditario, sottraendo eventuali debiti e oneri. A quel punto, si applicano le percentuali previste dalla legge per ciascun soggetto chiamato.

In presenza del solo coniuge, questi riceve l’intera eredità. Se invece ci sono figli, come visto, la quota si divide in modo proporzionale. Se ci sono genitori e fratelli, ma nessun coniuge né figli, si applicano criteri diversi: ad esempio, i genitori dividono l’eredità con i fratelli e sorelle, a condizione che non ci siano altri eredi di grado superiore.

Un altro aspetto da considerare è la presenza di donazioni effettuate in vita: se superano la quota disponibile, possono essere oggetto di azione di riduzione da parte dei legittimari. Anche le disposizioni testamentarie parziali devono essere tenute in conto: i beni non coperti dal testamento seguiranno le regole della successione legittima.

Il notaio o l’avvocato incaricato può predisporre un piano di riparto, basato sulla composizione del patrimonio e sul numero di eredi, per evitare contestazioni. Nei casi più complessi, può essere necessario un inventario o una consulenza legale per determinare correttamente le quote spettanti.

Chi sono gli eredi legittimi in caso di successione parziale

Una situazione molto frequente è quella in cui il defunto ha redatto un testamento che non regola tutti i beni del patrimonio. In questi casi, si parla di successione parziale: una parte dell’eredità è assegnata secondo volontà testamentaria, mentre il resto viene distribuito in base alle regole della successione legittima.

Questo accade, ad esempio, se nel testamento il de cuius dispone solo di alcuni immobili o assegna specifici beni a determinate persone, senza menzionare il resto. I beni non assegnati ricadono nella successione legale e vengono devoluti agli eredi legittimi secondo l’ordine previsto dalla legge.

Anche in caso di testamento apparentemente completo, possono emergere dubbi interpretativi che lasciano fuori alcuni beni. In questi casi, i soggetti legittimati dalla legge subentrano per la parte residua, senza annullare il testamento ma integrandolo. È una situazione che richiede attenzione, soprattutto nella fase di accettazione dell’eredità e nella ripartizione concreta.

È fondamentale distinguere tra disposizione totale e disposizione parziale. In caso di dubbio, è sempre consigliabile un parere legale, soprattutto quando l’eredità comprende donazioni, quote indivise o passività non chiaramente attribuite. Una corretta interpretazione delle volontà del defunto, insieme alla normativa successoria, garantisce una ripartizione equilibrata e conforme alla legge.

Errori frequenti e casi reali di successione legittima

Nella pratica, non sono rari gli errori interpretativi o gestionali legati alla successione legittima. Molti pensano, ad esempio, che tutti i parenti abbiano diritto all’eredità o che basti un testamento generico per escludere automaticamente i parenti più stretti. In realtà, il sistema successorio italiano è complesso e non lascia molto spazio alla discrezionalità quando manca un testamento dettagliato.

Uno degli errori più comuni è confondere i legittimari con gli eredi legittimi, ritenendo che fratelli o cugini abbiano gli stessi diritti di un coniuge o di un figlio. Anche l’interpretazione errata della presenza di un testamento parziale può portare a liti ereditarie, specie se alcuni beni sono stati trascurati dal defunto o attribuiti informalmente durante la vita.

Dal punto di vista pratico, capita spesso che vi siano problemi nella determinazione dell’attivo ereditario: ad esempio, beni donati in vita mai trascritti, debiti non documentati, quote indivise in comproprietà, e così via. Altri casi ricorrenti sono quelli in cui uno dei figli ha convissuto con il genitore fino alla fine, ritenendo (erroneamente) di avere un diritto maggiore sugli immobili, o casi in cui il coniuge separato viene escluso senza considerare se vi sia stato un addebito.

La consulenza di un avvocato esperto in diritto successorio diventa fondamentale per evitare errori nella redazione del testamento o nella gestione dell’eredità, e soprattutto per prevenire o risolvere conflitti familiari che possono diventare molto complessi, anche a livello patrimoniale.

Conclusioni e suggerimenti per affrontare la successione

Comprendere chi sono gli eredi legittimi e in che misura partecipano alla successione è fondamentale per gestire in modo corretto il passaggio generazionale dei beni. La legge italiana offre una struttura precisa per l’attribuzione delle quote ereditarie, ma ogni situazione familiare ha le sue peculiarità che meritano attenzione.

Molti problemi successori nascono da errori evitabili: mancanza di un testamento, disposizioni parziali, incomprensioni tra eredi, oppure donazioni non regolarizzate. Anche quando si pensa che tutto sia “già chiaro”, è bene verificare con precisione chi abbia diritto a cosa. Le norme sono chiare, ma la loro applicazione può essere complessa in casi di famiglie allargate, seconde nozze, figli non riconosciuti o donazioni pregresse.

Per chi si trova ad affrontare una successione, è consigliabile rivolgersi a un avvocato che conosca a fondo la materia. Una consulenza tempestiva può evitare errori e garantire una gestione trasparente e legittima dell’eredità.

Se desideri una consulenza legale, puoi contattare i recapiti dello studio presenti nella pagina.

Articolo redatto da Avv. Prof. Marco Ticozzi – Studio Legale a Padova, Mestre Venezia e Treviso

FAQ: eredi legittimi e successione legale

Chi sono gli eredi legittimi in assenza di testamento?

Gli eredi legittimi sono le persone indicate dalla legge per ricevere l’eredità in mancanza di un testamento valido. Si tratta, in ordine, di coniuge, figli, ascendenti, collaterali, altri parenti fino al sesto grado e, in mancanza di tutti, lo Stato.

Eredi legittimi chi sono se c’è un testamento parziale?

Se il testamento regola solo una parte del patrimonio, i beni non menzionati vengono devoluti agli eredi legittimi secondo la successione legittima, senza annullare le volontà testamentarie.

Il convivente è un erede legittimo?

No, il convivente di fatto non rientra tra gli eredi legittimi, nemmeno se ha vissuto molti anni con il defunto. Diverso è il caso della parte dell’unione civile, che ha gli stessi diritti del coniuge.

Come si dividono le quote tra eredi legittimi?

Dipende da chi sopravvive al defunto. Ad esempio, se ci sono coniuge e un figlio, ciascuno riceve metà. Se i figli sono più, due terzi vanno a loro e un terzo al coniuge. In assenza di figli, le quote variano in base agli altri parenti presenti.

Eredi legittimi chi sono in una famiglia allargata?

Anche in presenza di più matrimoni o figli da relazioni diverse, la legge stabilisce l’ordine di chiamata. Tutti i figli hanno pari diritti, indipendentemente dalla provenienza. Il coniuge superstite ha comunque diritto a una quota.

Chi eredita se non ci sono eredi legittimi?

Se nessuno degli eredi legittimi indicati dalla legge è presente o accetta l’eredità, questa viene devoluta allo Stato, che subentra in tutti i rapporti attivi e passivi del defunto nei limiti del valore dei beni ricevuti.

Posso escludere gli eredi legittimi con un testamento?

Puoi escludere alcuni eredi legittimi, ma non i legittimari (coniuge, figli, genitori), che hanno diritto a una quota riservata. Se la tua disposizione testamentaria viola questo diritto, può essere impugnata.

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Marco Ticozzi Avvocato Venezia

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